Resistenza agli antibiotici: il …

Alcuni scienziati in Svez…

Lo zucchero abbassa i livelli de…

[caption id="attachme…

AIDS: cure immediate guariscono …

Un nuovo eccezionale colp…

Il sud est asiatico libero dalla…

Dichiarazione da parte de…

Diabete e ictus: la genetica ind…

[caption id="attachment_8…

All'ESHRE 2011 Merck Serono prem…

· Un premio destinato …

Malattia di Huntington: la ricer…

Una ricerca condotta dall…

Cefalea post-coitale: un uomo su…

È noto come mal di testa …

iHealth Align: il glucometro con…

iHealth Align ha vinto il…

Aegate selezionata come fornitor…

Milano, 22 giugno 2015 - …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Nobel 2011 per la Fisica

Nel 1998 l’annuncio che scosse la cosmologia fin nelle fondamenta: l’espansione dell’Universo sta accelerando

Metà del premio va quest’anno a:

Saul Perlmutter
The Supernova Cosmology Project
Lawrence Berkeley National Laboratory e Università della California,
Berkeley, California, Stati Uniti

l’altra metà del Premio viene condivisa da:

Brian P. Schmidt
The High-z Supernova Search Team
Australian National University,
Weston Creek, Australia

e

Adam G. Riess
The High-z Supernova Search Team
Johns Hopkins University and Space Telescope Science Institute,
Baltimore, Maryland, Stati Uniti

“Per la scoperta dell’accelerazione dell’espansione dell’universo mediante l’osservazione delle supernove distanti”

Nel 1998, la cosmologia è stata scossa fin nelle sue fondamenta a causa dei risultati di due gruppi di ricerca che lavoravano per localizzare le più distanti supernove dell’universo.

I progressi tecnologici degli anni novanta, sia nella sensibilità dei telescopi spaziali e a terra, sia nelle prestazioni dei sensori CCD e dei computer aprivano infatti la strada allo studio dei più fitti misteri dell’universo.

I due gruppi di ricerca, il primo coordinato da Saul Perlmutter e il secondo guidato da Brian Schmidt, con un importante contributo di Adam Riess, iniziarono ad analizzare in particolare le supernove di tipo Ia, frutto dell’esplosione di una vecchia stella di massa paragonabile a quella del Sole ma delle dimensioni della Terra, in grado di emettere una radiazione pari a quella di un’intera galasia.

Le ricerche condotte su 50 supernove distanti diede un risultato inatteso: la loro luce era più debole rispetto a quanto atteso, segno che non solo l’universo si sta espandendo, come noto da circa un secolo, ma che la velocità di espansione sta aumentando.

Ma che cosa sta alimentando una simile accelerazione? Una misteriosa “energia oscura” che rimane uno dei più affascinanti enigmi della cosmologia e di tutta la scienza ancora da risolvere. (fc)

 

Adam G. Riess è un autore di “Le Scienze”:

Da Le Scienze n.427 – Marzo 2004:  E l’universo accelerò

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: