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Nuova pillola contraccettiva che promette un aumento della libido femminile: università di Bologna avanzi molti dubbi

Già salutata qualche anno fa come il primo contraccettivo orale che non faceva ingrassare, se non addirittura dimagrire. In occasione dell’ultimo congresso mondiale di ginecologia psicosomatica (Venezia, ottobre 2010) giornali, blog e siti web l’hanno ulteriormente celebrata come la pillola che “riaccende il desiderio” e stimola la libido femminile.

Il segreto? Una molecola sintetica, il drospirenone, interessata dal travagliato brevetto di un colosso dell’industria farmaceutica. Ora, una ricerca italiana pubblicata da The Journal of Sexual Medicine mette in discussione le proprietà “afrodisiache” della super-pillola.

“La cosa non mi convinceva affatto” dice Cesare Battaglia, ginecologo dell’Università di Bologna, primo firmatario dello studio. “Il drospirenone è pur sempre un anti-androgeno e, anche nella donna, gli ormoni androgeni sono associati alla regolazione del desiderio sessuale. Abbiamo così condotto uno studio pilota che, oltre a sottoporre le donne ad un questionario su comportamento e soddisfazione sessuale, ha analizzato per la prima volta gli effetti della pillola sulla morfologia e la funzionalità dei genitali femminili”. I risultati sono apparsi chiari. Dopo tre mesi di assunzione della pillola la frequenza dei rapporti sessuali si è ridotta del 42 per cento, la frequenza dell’orgasmo del 26 per cento, la comparsa di dolore durante i rapporti è aumentata di oltre il 50 per cento, mentre lo spessore delle piccole labbra della vulva e l’ampiezza dell’apertura vaginale, due aspetti legati, secondo gli studiosi, alla “risposta sessuale”, sono diminuiti rispettivamente del 13 e 22 per cento.

A cosa si deve quindi la fama di stimolante del desiderio sessuale della pillola al drospirenone? La risposta è un precedente studio dell’Università
di Catania, che aveva prodotto risultati opposti a quelli di Bologna. La ricerca siciliana si era però limitata a sottoporre le donne ad un questionario, senza analizzare i cambiamenti ormonali, e quelli morfologici e funzionali a livello genitale. L’ultimo studio, d’altro canto, sebbene più approfondito, è stato completato su un minor numero di donne: 21, contro le 67 di Catania.

Nonostante i dubbi sulle virtù afrodisiache della nuova pillola, sembrano invece fuori discussione le proprietà contraccettive e i beneficî per la linea, di cui pure Battaglia si mostra persuaso. “Pur con i suoi limiti – dice il ginecologo dell’Alma Mater – la pillola contraccettiva al drospirenone resta una delle migliori opzioni per il controllo delle nascite tra le giovani donne”.

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