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Psoriasi: sono ancora tanti (7 su 10) gli italiani che la considerano contagiosa

Sette italiani su dieci continuano tuttora a credere che la psoriasi sia una malattia contagiosa e la considerano la “lebbra” del XXI secolo.

Così i malati che in Italia sono due milioni e mezzo si sentono discriminati: non sanno come affrontare la malattia, vorrebbero maggiore ascolto e comprensione da parte dei medici e terapie più accessibili. Nell’incertezza un milione e mezzo di pazienti tenta la strada della medicina alternativa e prova anche erbe, integratori, omeopatia e psicoanalisi.

E ci sono almeno centomila malati che si affidano a sedicenti maghi e guaritori. È quanto emerge dai dati dell’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (ADIPSO) e dall’indagine “La psoriasi vista dal malato”, condotta da Datanalysis su un campione di mille pazienti con psoriasi medio-grave. I risultati sono stati discussi durante il VII Congresso Internazionale “Psoriasi, problema medico e sociale” promosso dall’ADIPSO e tenutosi a Roma dal 9 all’11 febbraio.
“L’utilizzo di cure alternative come fitoterapia od omeopatia è diffuso soprattutto al Nord, dove il 70% dei malati tenta strade diverse dai farmaci – spiega Mara Maccarone, presidente ADIPSO -. Al Nord la percentuale di psoriasici che fa uso di preparati a base di erbe sale al 36%. C’è un dato ancora più preoccupante: secondo le segnalazioni arrivate all’Associazione, ci sarebbero almeno centomila pazienti ‘in cura’ da maghi e sedicenti guaritori che promettono terapie miracolose a base di intrugli ovviamente inutili, se non dannosi. La sofferenza dei malati e il loro tentativo di trovare sollievo cercando di percorrere qualsiasi strada è comprensibile, ma è bene essere chiari sull’inutilità e la pericolosità dei maghi, che non curano la psoriasi e finiscono solo per estorcere denaro ai pazienti”.

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