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Virus influenzali: oltre a suina e aviaria adesso arrivano gli “incubati” dai pipistrelli

Per la prima volta, gli scienziati hanno trovato tracce di influenza anche nei pipistrelli, anche se il rischio di contagio del virus per l’uomo non e’ ancora molto chiaro. La sorprendente scoperta di frammenti genetici di un virus influenzale presente anche nei pipistrelli e’ stata fatta da Ruben Donis, direttore della Molecular Virology and Vaccines Branch del Center for Disease Control and Prevention statunitense.

Virus dell’influenza comuni agli esseri umani sono stati finora individuati negli uccelli e nei maiali e sono anche stati osservati in cani, cavalli, foche e balene. Circa cinque anni fa, alcuni virologi russi hanno provato a individuarne anche nei pipistrelli, senza tuttavia trovarne traccia. ”La maggior parte delle persone e’ erroneamente convinta che siano state gia’ trovate tracce di virus dell’influenza in tutti gli animali possibili, ma non e’ affatto cosi”’, ha detto Donis. Il nuovo virus trovato nei pipistrelli e’ particolarmente ‘irritabile’: gli scienziati non sono riusciti a farlo crescere nelle uova di gallina o in una coltura cellulare umana, cosi’ come invece accade con i ceppi influenzali piu’ convenzionali.

Cio’ non vuol dire che non rappresenti una minaccia per la salute umana. Se infatti dovesse ibridarsi con le forme piu’ comuni di influenza, potrebbe facilmente dar corso a una pandemia globale. La ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista Proceedings of Nati onal Academy of Sciences. Il team del CDC ha un avamposto internazionale in Guatemala, ed e’ li’ che ricercatori hanno raccolto il campione di pipistrelli nei quali e’ stato intercettato il nuovo virus. ”Si tratta di animali che mangiano frutta e insetti, ma che non mordono le persone.
Eppure – ha concluso lo scienziato americano – non e’ da escludere la possibilita’ di un contagio”

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