Videocapsule potrebbero sostitui…

[caption id="attachment_1…

Ancora un mese per partecipare a…

Con 500.000 persone col…

Psoriasi: rischia l'insorgenza d…

Le persone affette da for…

Boehringer Ingelheim inizia uno …

Primo studio registra…

Resveratrolo, e l'efficacia cont…

Un composto polifenolico,…

La multipla personalita' dei gen…

[caption id="attachment_5…

Scienziati spiegano come le cell…

La questione di come sing…

Parto naturale stimola nella don…

Il parto naturale, a diff…

Mammografia: in grado di dimezza…

Vincere il cancro del sen…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tumori: scoperto quale gene nella popolazione asiatica provoca farmaco-resistenza

Un team internazionale di ricerca guidato dagli scienziati della Duke-NUS Graduate Medical School di Singapore ha scoperto la causa per cui alcuni pazienti non rispondono ad alcuni dei farmaci anti-cancro di maggior successo.

I farmaci inibitori della tirosin-chinasi (TKIs) agiscono efficacemente sulla maggior parte dei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica (CML) e dalle forme di cancro al polmone (NSCLC) con mutazioni nel gene EGFR. Questi farmaci, infatti, sono mirati proprio a tagliare i percorsi molecolari che permettono a questi tumori di vivere. Ora, il team della Duke-NUS Graduate Medical School di Singapore, in collaborazione con il Genome Institute di Singapore (GIS) e con il Singapore General Hospital, ha scoperto che nelle persone dell’est asiatico c’e’ una variazione comune in un gene (BIM) che rende inefficaci i farmaci inibitori della tirosin-chinasi.

“Siamo finalmente in grado di elaborare una strategia per superare questo problema”, ha detto S. Tiong Ong, autore dello studio e professore associato al Cancer and Stem Cell Biology Signature Research Programme presso il Duke-NUS. “Una nuova classe di farmaci, chiamati mimetici BH3, ci ha fornito la risposta. Quando i farmaci BH3 sono stati aggiunti alla terapia TKI in esperimenti condotti su cellule tumorali con la variante del gene BIM – ha continuato – siamo riusciti a superare la resistenza conferita dal gene. Il nostro prossimo passo sara’ quello di condurre in fase clinica lo studio”. La ricerca e’ stata pubblicata on line su Nature Medicine. “Stiamo lavorando a stretto contatto con il Genome Institute per sviluppare un test clinico per la variante del gene BIM, in modo da rendere rapidamente disponibili gli effetti della nostra scoperta ai malati”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!