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Cannabis terapeutica: l’impegno dell’ACT

L’approvazione della Legge Regionale della Regione Toscana “Disposizioni organizzative relative all’utilizzo di talune tipologie di farmaci nell’ambito del servizio sanitario regionale”, e che riguarda l’uso dei cannabinoidi, rappresenta un significativo passo avanti verso un appropriato uso terapeutico di tali sostanze.

A ben vedere, è paradossale la risonanza mediatica che ha avuto la notizia: dopo tutto si tratta di una legge molto tecnico-scientifica, che riguarda un aspetto particolare di terapia, razionalizzando quanto in realtà già previsto dalle vigenti leggi nazionali, e introducendo solo alcune (ma importanti) facilitazioni procedurali. Con questa legge si fornisce ai medici una ulteriore possibilità di trattare la sofferenza dei loro pazienti, in base alle evidenze scientifiche che si vanno accumulando ogni giorno di più da quando, negli ultimi anni, si è dimostrata l’esistenza e l’importanza del sistema endocannabinoide.


Il nostro organismo, cioè, produce normalmente delle sostanze simili, nell’azione, a quelle contenute nella Cannabis, per la qual cosa risulta naturale che modulando tale sistema mediante farmaci cannabinoidi si possano avere delle variazioni fisiologiche e delle risposte terapeutiche. Gravi patologie, quali la sclerosi multipla, il tumore, l’AIDS, possono trovare sollievo sintomatico dall’uso di questi medicinali. Varie altre malattie hanno dimostrato di rispondere clinicamente in maniera positiva. Da anni sono presenti all’estero farmaci cannabinoidi, da anni il THC (principale principio attivo della Cannabis) è riconosciuto dalla legge italiana tra le sostanze prescrivibili e dotate di efficacia terapeutica. L’Associazione Cannabis Terapeutica, che ha contribuito alla stesura della Legge (assieme all’associazione Pazienti Impazienti Cannabis e associazione Luca Coscioni), auspica un approccio alla questione che sia scientifico e non ideologico: l’ideologia fece sì a suo tempo che ci si rifiutasse di guardare nel cannocchiale di Galileo, vorremmo che oggi non ci si rifiutasse di leggere la letteratura medica.

Come pazienti vogliamo che ai nostri medici sia concessa la libertà di cura; come medici non vogliamo che sia l’ideologia a vietarci di curare, secondo scienza e coscienza, i nostri pazienti.

 

ACT – Associazione cannabis terapeutica

ADUC – Salute

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