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Concepimento: il ruolo dei ritmi circadiani

Confermata l’evidenza di problemi del ciclo mestruale e di fertilità nelle donne che svolgono turni di lavoro notturni, come le infermiere, o che hanno un costante jet lag, come nel caso delle assistenti di volo. A documentarlo è una nuova ricerca, effettuata su cavie di laboratorio, sull’influenza dei ritmi circadiani sul successo riproduttivo.

Quale effetto ha l’alterazione dei ritmi circadiani sul funzionamento dell’apparato di riproduzione femminile? Benché alcuni studi epidemiologici abbiano evidenziato anomalie del ciclo mestruale e del successo riproduttivo nelle donne che svolgono turni di lavoro notturni, come le infermiere, o che hanno un costante jet lag, come nel caso delle assistenti di volo, si tratta di un problema ancora poco studiato.

Fred W. Turek e colleghi del Center for Sleep and Circadian Biology della Northwestern University, autori della ricerca, ora pubblicata sulla rivista PLoS ONE, hanno condotto una sperimentazione su femmine di topi di laboratorio accoppiatesi di recente, seguite per 21 giorni (la durata tipica di una gravidanza nei topi) e suddivise in tre gruppi.

Il primo gruppo, che fungeva da controllo, è stato esposto a 12 ore di luce seguite da altrettante di oscurità. Anche gli altri due gruppi sono stati esposti a 12 ore di luce e 12 di buio, ma nel primo ogni cinque giorni le 12 ore di luce iniziavano con sei ore di anticipo, mentre nel secondo iniziavano sei ore dopo. Gli animali sono poi stati seguiti fino al termine della gravidanza, contando quelle andate a buon fine.

Dalle analisi è emerso che alterando l’orologio circadiano con ripetuti cambiamenti dei cicli luce-oscurità si producono evidenti problemi di successo riproduttivo. In particolare, mentre nel gruppo di controllo il 90 per cento delle cavie ha portato a termine la gravidanza, nel gruppo le cui ore di luce erano sfasate in avanti il successo delle gravidanze è stato raggiunto nel 50 per cento dei casi e quando si produceva un anticipo la percentuale è scesa addirittura al 22 per cento.

“I nostri risultati hanno importanti implicazioni per la salute delle turniste, per le donne con disturbi dei ritmi del sonno o dei ritmi circadiani per diverse cause”, ha spiegato Turek. I ricercatori sottolineano inoltre che i disturbi dei ritmi circadiani di origine genetica appaiono meno rilevanti di quelli prodotti da cause ambientali e che la serietà degli effetti appare commisurata alle dimensioni e alla durata dell’alterazione dei ritmi sonno-veglia. “Ancora una volta si conferma l’importanza della regolarità dell’orologio interno per il mantenimento un di un buono stato di salute”, ha concluso Turek.

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