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La nostalgia rende superiore la resistenza al senso del freddo

La sensazione della nostalgia, oltre a essere una condizione eminentemente spirituale, puo’ avere anche degli effetti fisici. Secondo uno studio della Sun Yat Sen University, porterebbe conforto fisico, facendoci sentire piu’ calore e migliorando la tolleranza al freddo.

I ricercatori, come si legge sulla rivista ”Emotion”, hanno prima chiesto a 19 volontari di tenere un diario circa le loro ”attivita’ nostalgiche”, scoprendo che le persone indulgevano nei ricordi nostalgici soprattutto nei giorni piu’ freddi. Poi, hanno reclutato 90 studenti cinesi e li hanno posizionati in tre stanze a temperatura diversa (20, 24 e 28 gradi). Interrogati su quanta nostalgia avessero pensando a cose come una canzone oppure un amico che una volta frequentavano, ancora una volta erano piu’ nostalgici gli studenti che si trovavano nella stanza con la minore temperatura.

Ma gli studenti con maggiore nostalgia percepivano una temperatura della stanza superiore a quella effettiva. In un successivo esperimento, infine, gli scienziati hanno scoperto che l’evocazione nostalgica di eventi del passato induceva una maggiore resistenza al freddo (i volontari dovevano immergere le mani in acqua ghiacciata e tenerle li’ piu’ a lungo possibile). Secondo gli studiosi, la nostalgia potrebbe avere una funzione omeostatica: permettendo alla mente di tornare in uno stato gioioso precedente in cui il corpo si trovava in una posizione confortevole, ridurrebbe il disagio attuale in cui ci si trova effettivamente. Un meccanismo che probabilmente scatta anche in coloro che si trovano in campi di prigionia e che e’ stato riscontrato anche esaminando l’attivita’ della corteccia insulare anteriore, una regione cerebrale legata alla rappresentazione della condizione fisiologica del corpo e della consapevolezza emotiva.

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