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Ludopatia, schiavitù dell’azzardo: il Ministro Balduzzi punta sull’informazione e l’educazione

La prevenzione e la cura del Gioco d’azzardo Patologico ”sono interventi essenziali”: in particolare, ”la prevenzione per i soggetti che non hanno ancora sviluppato il problema ma potrebbero essere a rischio e’ la risposta vincente, in quanto solo attraverso una precoce educazione alla salute dei giovani e informazione sui rischi che si corrono (aumentando cosi’ la percezione del rischio e il senso di responsabilita’) si puo’ intervenire in maniera precoce e significativa”. Lo ha detto il ministro della Salute, Renato Balduzzi nel corso dell’audizione sulla dipendenza dal gioco d’azzardo, svolta oggi presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera. Il ministro ha ricordato come, secondo i risultati di uno studio, i giocatori d’azzardo siano in Italia circa 15 milioni nella fascia di eta’ 15-64 anni. ”L’80% dei giocatori – ha precisato – ha un profilo ‘non a rischio’; il 20% circa, pari a 3 milioni di persone, potrebbe invece essere a rischio, in misura differente, per tale disturbo: il 14,4% rischio minimo, il 4,6% rischio moderato; una quota pari allo 0,8% dei giocatori (circa 120.000 persone) risulta invece appartenere propriamente al profilo del giocatore patologico”. Ricordando come la dipendenza da gioco d’azzardo presenti ”quadri clinici, che hanno in comune con la dipendenza da sostanze ( alcol e stupefacenti) il comportamento compulsivo che produce effetti seriamente invalidanti”, Balduzzi ha sottolineato come gia’ nel nel 1994 il gioco d’azzardo patologico (GAP) sia stato classificato nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali come ”disturbo del controllo degli impulsi” .


E come l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ abbia inserito il gioco d’azzardo patologico tra i disturbi delle abitudini e degli impulsi in forte comorbilita’ con altri quadri patologici quali depressione, ipomania, disturbo bipolare, impulsivita’, abuso di sostanze (alcol, tabacco, sostanze psicoattive illegali), disturbi di personalita’ (antisociale, narcisistico, borderline), deficit dell’attenzione con iperattivita’, disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia, disturbi fisici associati allo stress (ulcera peptica, ipertensione arteriosa). ”Per i soggetti che hanno gia’ sviluppato il problema della dipendenza – ha detto il ministro – nonostante esistano gia’ interventi efficaci soprattutto di natura psicologica e di supporto sociale oltre che farmacologico, si ritiene comunque necessario implementare la ricerca e la valutazione di efficacia delle pratiche, consentendo la definizione di protocolli trattamentali ancora piu’ avanzati e coerenti con le evidenze scientifiche”. Per quanto attiene le iniziative per contrastare il fenomeno, ”si ritengono necessarie misure restrittive per vietare l’accesso ai minori ai giochi d’azzardo con vincita in denaro nonche’ una ferrea regolamentazione della pubblicita’ mediatica (TV, Radio, Internet)”. ”L’attitudine al gioco d’azzardo – ha avvertito Balduzzi – non risparmia i ragazzi. In generale, in tutta Italia il fenomeno interessa circa 450.000 studentesse e 720.000 studenti, ovvero il 47,1% dei giovani delle scuole medie superiori.

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