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Molecole per fermare i prioni

Nuovi polimeri auto-illuminanti appena sviluppati sono stati progettati appositamente con la capacità di dirigersi su prioni tossici e renderli innocui, offrendo la possibilità di curare malattie fatali che distruggono i nervi. Questo studio svedese e svizzero è stato in parte sostenuto dal progetto LUPAS (“Luminescent polymers for in vivo imaging of amyloid signatures”), finanziato con quasi 5 milioni di euro nell’ambito del tema “Salute” del Settimo programma quadro (7° PQ) dell’UE. I risultati sono stati presentati sulla rivista Journal of Biological Chemistry.

La ricerca svolta è davvero rivoluzionaria. I ricercatori dell’Università di Linköping in Svezia, in collaborazione con colleghi dell’Ospedale universitario di Zurigo in Svizzera, hanno detto che è la prima volta che qualcuno riesce a dimostrare la possibilità di curare malattie come il morbo della mucca pazza e il Creutzfeldt-Jacobs con molecole LCP. Hanno testato polimeri luminescenti coniugati, o LCP, su sezioni di tessuto infettate da prioni. I risultati indicano che il numero di prioni, e la loro tossicità e infettabilità, diminuiva drasticamente.

“Quando vediamo questo effetto sulle infezioni da prioni, crediamo che lo stesso metodo potrebbe funzionare anche sul morbo di Alzheimer,” dice Peter Nilsson, un ricercatore di chimica biorganica finanziato dal Consiglio europeo della ricerca (CER).

Le malattie da prioni sono un gruppo di malattie progressive che colpiscono il cervello e il sistema nervoso di esseri umani e animali. Le malattie da prioni umane comprendono la malattia di Creutzfeldt-Jakob sporadica, Kuru, una variate della malattia di Creutzfeldt-Jakob, la sindrome di Gerstmann-Sträussler-Scheinker e una insonnia ereditaria fatale. Le malattie da prioni possono essere ereditate, si presentano spontaneamente o attraverso infezioni, per esempio attraverso carne infetta, come è successo per la malattia della mucca pazza.

“Sulla base di questi risultati, adesso possiamo adattare interamente nuove molecole con effetti potenzialmente ancora migliori,” ha detto il dott. Nilsson.

I ricercatori vogliono andare oltre e provare se le molecole funzionano sui moscerini della frutta con una malattia nervosa simile all’Alzheimer. L’Alzheimer è causato dalla placca amiloide, che ha un corso simile ma più lento rispetto alle malattie da prioni.

Il progetto finanziato dall’UE LUPAS, nel frattempo, si è proposto di colmare il divario tra la diagnosi e la cura del morbo di Alzheimer e delle malattie da prioni. All’inizio del progetto il team di LUPAS credeva che sviluppando nuovi agenti e metodi per l’imaging diagnostico della placca amiloide sarebbe stato possibile migliorare la qualità della diagnosi e facilitare il monitoraggio e la comprensione del progresso della malattia.

Il progetto ha riunito partner da vari settori, esperti di chimica sintetica organica, nano chimica sintetica, struttura amiloide, malattie da prioni, morbo di Alzheimer, risonanza magnetica, fisica multi-fotone e imaging iperspettrale. Insieme hanno costituito le competenze necessarie per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del progetto.

Il coordinatore di LUPAS, il professor Per Hammarstrom ha detto, in occasione del lancio del progetto: “Le competenze nell’ambito del consorzio LUPAS faranno indubbiamente emergere nuovi strumenti per capire le caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer e delle prionosi. In tre anni LUPAS svilupperà questi strumenti da usare in sistemi di modelli della malattia in vivo e su campioni istologici ex vivo per gli esseri umani. Se riuscirà ci vorranno un altro paio di anni per applicare questa tecnologia in ospedale.”

Per maggiori informazioni, visitare:

LUPAS:
http://www.lupas-amyloid.eu

The Journal of Biological Chemistry:
http://www.jbc.org/

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