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Cellule programmate per curare il cancro


Scienziati trovano il modo di riprogrammare cellule staminali in cellule T. Queste cellule, del tutto simili ai natural killer originali, sono in grado di attaccare e distruggere i tumori, con il vantaggio che si possono produrre in laboratorio in quantità illimitata

Ancora le tanto dibattute staminali che, questa volta, sono state oggetto di studio per il loro utilizzo contro il cancro in qualità di alternativa alle cellule T naturali.Pluripotent-Stem-Cells

I ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, guidati dal professor Michel Sadelain, sono riusciti con delle modifiche genetiche a produrre in laboratorio delle cellule staminali riprogrammate per comportarsi come delle cellule T, i globuli bianchi del sistema immunitario conosciuti anche come cellule “natural killer” per via della loro attività contro i virus e il cancro.

Lo studio, pubblicato su Nature Biotechnology, mostra come queste cellule geneticamente modificate possano distruggere il linfoma in un modello murino.
Nello specifico, Sadelain e colleghi hanno dimostrato che le cellule T create in laboratorio sono state in grado di debellare rapidamente i tumori nei soggetti con leucemia linfoblastica acuta, un cancro tenace che uccide più del 60% di coloro che sono colpiti.

La possibilità di creare e riprogrammare in laboratorio le cellule staminali andrebbe a risolvere uno dei principali problemi che insorgono con l’immunoterapia in cui uno dei trattamenti prevede l’addestramento del sistema immunitario ad attaccare il cancro per mezzo dell’estrazione, la lavorazione, e la reintroduzione delle cellule T dal sangue di ogni singolo paziente. Questa procedure è tuttavia molto laboriosa e costosa. In più, ci sono casi in cui il paziente non possiede sufficienti cellule T da poter utilizzare – come nel caso delle infezioni da HIV – rendendo quasi impossibile il trattamento.

Il passo avanti compiuto dai ricercatori è stato quello di riuscire a riprogrammare le cellule staminali che possono essere invece riprodotte a piacere e nella quantità desiderata per essere utilizzate nella cura del cancro. La modifica genetica permetterebbe inoltre di produrre cellule T in base al tipo di tumore che identificato e verso il quale s’intende agire.

«Questa è la prima prova di principio che è possibile utilizzare un processo differenziato-diretto per generare cellule T linfoidi dotate di proprietà terapeutiche in vitro», ha commentato Sadelain.
Sebbene questo studio non sia il primo a esplorare le possibilità di utilizzare cellule riprogrammate per la cura di malattie e il cancro, i risultati ottenuti fanno ben sperare nella possibilità di ottenere una efficace arma contro questa ancora temibile malattia.

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