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Diabete e demenza: una dose intranasale giornaliera di insulina per migliorare le funzioni cognitive

Un nuovo studio mostra che si può aiutare i pazienti diabetici a migliorare le funzioni cognitive con l’utilizzo di una singola dose intranasale di insulina. Un passo in avanti nel trattamento dei problemi correlati tra diabete e Alzheimer

Tra diabete di tipo 2, la demenza e la malattia di Alzheimer esiste un legame che è stato ampiamente riconosciuto, da diversi anni ormai. Ciò che è noto, è che gli individui con diabete sviluppano la malattia di Alzheimer in età più giovane, e hanno più probabilità di sviluppare la demenza vascolare rispetto alle persone che non hanno il diabete. Ecco pertanto che non è infrequente che una persona affetta da diabete possa sviluppare dei deficit cognitivi.

Il problema Alzheimer, come sappiamo, è di difficile soluzione dato che al momento non esiste una cura definitiva, tuttavia se è il caso di una demenza correlata al diabete, una speranza d’intervento sulle funzioni cognitive arriva da un nuovo studio pubblicato su Diabetes Care.
Qui, gli scienziati del BIDMC (Beth Israel Deaconess Medical Center) hanno trovato che con una singola dose intranasale di insulina si ottengono buoni risultati sul controllo dei deficit cognitivi.
Nel cervello, infatti, l’insulina aiuta a regolare i segnali e le connessioni tra i neuroni, regolando anche le funzioni vascolari. I recettori centrali dell’insulina si trovano in abbondanza, tuttavia dipendono per lo più dal trasporto dell’insulina attraverso la barriera emato-encefalica.
Ecco che la somministrazione di insulina inadeguata può compromettere la perfusione e l’attività corticale nelle regioni del cervello associate con richieste caratterizzate da alto consumo energetico, come le reti cognitive.

In questo studio pilota, randomizzato e in doppio cieco, gli autori hanno reclutato 15 pazienti con diabete di tipo 2 e 14 soggetti sani che avrebbero fatto da gruppo di controllo.
Tutti i partecipanti sono stati poi suddivisi a caso in due gruppi, per cui ogni gruppo comprendeva sia pazienti diabetici che individui sani. Agli appartenenti al primo gruppo i ricercatori hanno somministrato una singola dose da 40IU di insulina, mentre agli appartenenti al secondo gruppo è stata somministrata una soluzione salina (o soluzione fisiologica) quale placebo.

La somministrazione dell’insulina intranasale è stata ben tollerata da tutti i soggetti e non ha influenzato i livelli di glucosio sistemici. Non sono neanche stati riportati eventi avversi gravi.
I risultati finali hanno mostrato che l’insulina intranasale, attraverso meccanismi vascolari, può migliorare l’apprendimento e la memoria negli anziani con e senza diabete.

«Abbiamo osservato sia nei soggetti sani che nei pazienti con diabete che vi è stato un miglioramento sia dell’apprendimento verbale che nell’apprendimento visivo-spaziale e la memoria dopo aver ricevuto l’insulina», ha commentato la dott.ssa Vera Novak, autrice principale dello studio e ricercatrice presso il Dipartimento di Neurologia del BIDMC.

A conclusione dello studio, i ricercatori ritengono che la somministrazione intranasale di insulina appare sicura e non compromette il controllo del glucosio sistemico; in più, può fornire miglioramenti della funzione cognitiva nei pazienti con diabete di tipo 2.

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