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Un ormone in grado di sortire stessi effetti di una dieta ipocalorica

Esiste un ormone che, almeno nei vermi, ripoduce gli effetti di una dieta estrema: aumenta la longevita’ e riduce la fertilita’.

A scoprirlo e’ stato un gruppo di ricercatori francesi guidato da Hugo Aguilaniu del Laboratorio di Biologia Molecolare delle Cellule del CNRS di Lione che hanno pubblicato i dati della loro scoperta sulla rivista Nature Communications. Mangiare meno prolunga la durata della vita di un gran numero di specie, dai lieviti ai primati passando per ragni e gatti.   E’ anche noto che la restrizione calorica drastica riduce l’incidenza di condizioni legate all’eta’ (come il cancro, le malattie neurodegenerative e perdita di massa muscolare). Questo e’ stato dimostrato nei roditori e grandi scimmie, ed e’ probabile che lo stesso valga per l’uomo.

Tuttavia, tali diete estreme (al limite con malnutrizione) sono difficili da mantenere, in particolare a causa dei loro effetti collaterali, che sono sia psicologici (irritabilita’ , libido alterata) e fisiologici (riduzione della fertilita’). Per motivi di salute, queste diete non sono pertanto raccomandate.

L’ormone scoperto dai ricercatori francesi viene prodotto proprio in funzione della restrizione calorica. Questo ormone, chiamato acido dafacronico e’ necessario per l’allungamento della longevita’ e per il calo della fertilita’. I ricercatori hanno anche scoperto il recettore attraverso il quale l’acido dafachronic esercita la sua azione nei nuclei delle cellule. Come “direttore dell’orchestra”, la sua presenza puo’ attivare un gran numero di geni. In questa “sinfonia genetica”, alcuni geni potranno indurre una riduzione della fertilita’, mentre altri saranno rallentare il processo di invecchiamento.

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