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La Global Partnership nella cooperazione sanitaria internazionale: un modello per promuovere il diritto alla salute in ogni parte del mondo

imaginelogo
Contro i tagli agli aiuti pubblici allo sviluppo dettati dalla crisi economica, ONG, Organizzazioni internazionali e Imprese si confrontano per affrontare le emergenze sanitarie internazionali

Roma, 6 ottobre 2014 – La crisi economica ha generato ovunque tagli alle spese sociali e alla cooperazione internazionale e anche in Italia, a fronte della grave crisi finanziaria, il Governo ha adottato una politica di austerità per rispettare i vincoli richiesti dall’Unione Europea. Gli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) sono stati tagliati in modo drastico rispetto agli altri Paesi europei. Dal 2008 al 2012, infatti, i fondi destinati dall’Italia sono diminuiti del 45,7%, mentre nei Paesi europei in totale la riduzione è stata di poco più del 10%. Come denunciato dal rapporto Sbilanciamoci! del 2014, i fondi destinati dalle ONG sono passati da 732 milioni di euro del 2008 a 171 milioni del 2014. Un taglio del 76,23%, quasi il doppio rispetto agli APS italiani nel loro complesso. Il rischio dell’esclusione del Terzo Settore dalle politiche di cooperazione dell’Italia è l’abbandono della cooperazione tra i popoli a vantaggio della cooperazione tra stati e imprese. In realtà la cooperazione oggi ha assunto un nuovo significato dove le relazioni, la partecipazione responsabile e l’aggregazione di diversi attori sul campo possono davvero rispondere alla diminuzione delle risorse finanziarie globali.

Questi i temi affrontati oggi durante la tavola rotonda “La Global Partnership nella Cooperazione sanitaria internazionale”, promossa dall’Associazione IMAGINE Onlus con il supporto non condizionato di MSD Italia, che ha visto confrontarsi rappresentanti di ONG, Organizzazioni internazionali, Imprese private e partner locali, riuniti a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne.

IMAGINE Onlus, come attore della cooperazione sanitaria, lavora nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) dove dal 1998 sono state uccise più di 5 milioni di persone a causa dei diversi conflitti della cosiddetta “guerra mondiale africana”, che hanno distrutto il sistema sanitario locale. Un bambino su 7 non arriva ai 5 anni di vita e circa 15.000 donne all’anno muoiono per cause legate alla gravidanza e al parto. IMAGINE lotta perché proprio qui il concetto di Global Partnership venga rafforzato rispettando i diversi ambiti di azione degli attori coinvolti, per affrontare le emergenze sanitarie aggravate dalla crisi internazionale.

IMAGINE concentra i suoi interventi in progetti per il potenziamento dei servizi sanitari nella salute materno-infantile in zone, come la RDC, dove si registrano i tassi di mortalità infantile e neonatale più elevati al mondo. IMAGINE per la formazione e l’avvio di programmi di screening e prevenzione, ha sempre lavorato in multi partenariato ricevendo il supporto di una rete formata da istituzioni internazionali, organizzazioni non governative presenti sul territorio beneficiario degli interventi, aziende e singoli cittadini. A Lita, distretto di Ituri in RDC IMAGINE ha reso più efficienti i servizi di assistenza materno infantili in partenariato con MSD Italia.

“Alla luce delle emergenze sanitarie mai risolte come AIDS, malaria e tubercolosi e di fronte alla grave minaccia rappresentata da Ebola, IMAGINE rifiuta l’allarmismo, e afferma l’importanza di continuare a lavorare nei Paesi a Basso Indice di Sviluppo Umano con il contributo di tutti gli attori che sappiamo oggi chiamati ad affrontare questo enorme problema: ONG, Organizzazioni Internazionali e Imprese”, ha sottolineato Federico Serra Presidente di IMAGINE Onlus.

“I fondi sono pochi, bisogna unirsi, tutti i soggetti di cooperazione devono collaborare per il bene comune, perché la cooperazione in un mondo globalizzato può migliorare solo attraverso “la relazione” motore di ricostruzione della comunità e della convivenza sociale. Questo tanto più nell’affermazione del diritto alla salute in ogni parte del mondo”, ha affermato Rosa Garofalo, Direttore di IMAGINE Onlus, “IMAGINE vuole aprire una riflessione generale sul ruolo della multi partnership nella cooperazione internazionale sanitaria e sul ruolo dei diversi attori. Secondo noi, il futuro della cooperazione internazionale è nel partenariato allargato e responsabile che agisce in un contesto di regole internazionali condivise da tutti gli attori”, ha aggiunto Garofalo.

Il paradigma del partenariato pubblico-privato, come sostiene Nicoletta Dentico vice-Presidente dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG), “interpreta un concetto molto seduttivo ma anche ambiguo e carico di rischi dopo essere stato definitivamente istituzionalizzato alla fine degli anni ’90 nel sistema delle Nazioni Unite con il Global Compact e con l’iniziativa degli Obiettivi del Millennio. Soprattutto nel momento in cui la comunità internazionale si appresta a definire gli obiettivi dell’agenda post 2015, un’analisi approfondita sul paradigma delle partnership pubblico- private sembra condizione fondamentale per non ripetere errori di cui già si vedono gli effetti nei paesi in via di sviluppo”.

“Il concetto di partnernariato è parte integrante del nostro dna aziendale se pensiamo che MSD ha lanciato la prima partnership pubblico-privato nel settore della salute nell’ormai lontano 1987 con un programma di lotta alla cecità fluviale che è diventato un modello di riferimento per tanti altri interventi” afferma Benedetta Nicastro, Communication Manager MSD Italia. “Tuttavia non lo abbiamo mai considerato un concetto statico da dare per scontato: è proprio dal confronto con i nostri partner seri e accreditati e dall’ascolto dei differenti punti di vista che siamo riusciti, in questi ultimi 27 anni, a portare avanti interventi incisivi in ogni parte del mondo.”

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