Biotech: OK definitivo da FDA a …

[caption id="attachment_6…

Melanomi: nuova terapia in Itali…

[caption id="attachment_7…

Progetto 'Blue Brain': il 2030 s…

[caption id="attachment_7…

Ischemia, passando per le 'biste…

Scoperto un nuovo meccani…

Vaccino anti-HERV tra le soluzio…

Nelle cellule infettate d…

Nuovo test del sangue per predir…

[caption id="attachment_9…

Dalla saliva del pipistrello un …

Un farmaco a base di sali…

Legambiente: a Roma più che in a…

A Roma si rischia più c…

Alzheimer: attenzione ai vuoti d…

Vuoti di memoria improvvi…

Bambini e allergie alimentari, q…

Le allergie alimentari so…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

I Luoghi della cura: architetture e tesori d’arte da valorizzare

LogoUNIMI
Università degli Studi di Milano – atrio dell’aula magna Via Festa del Perdono 7, MILANO

dal 27 ottobre al 25 novembre 2014
Visita gratuita dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00

Inaugurazione: lunedì 27 ottobre, dalle17.00 alle 19.00

a cura di Gigliola Foschi

Usare la fotografia come uno strumento di conoscenza capace di portare all’attenzione aspetti della realtà trascurati o poco visibili: è questa l’operazione compiuta da Elena Franco, che si è impegnata ad analizzare il linguaggio architettonico di alcuni antichi ospedali o ex ospedali italiani e francesi per preservarne la memoria e la storia. Architetto, e non solo fotografa, l’autrice ha concentrato la sua ricerca su alcuni ospedali significativi e con un impianto architettonico simile: l’Ospedale Maggiore Ca’ Granda di Milano, L’Ospedale Maggiore di Sant’Andrea a Vercelli, l’Ospedale Maggiore di San Giovanni di Torino; l’Hôtel-Dieu di Bourg en Bresse; l’Hôtel-Dieu di Lione; e quello di Parigi.

Una ricerca, la sua, che risulta di particolare importanza perché tali edifici sono ora in parte abbandonati o adattati a nuovi usi che rischiano di celarne la storia. Chi si ricorda, infatti, che il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino era in origine un ospedale così importante che il suo progetto venne affidato ad Amedeo di Castellamonte, autore anche del Palazzo Reale e della Reggia Venaria di Torino? La medicina si è progressivamente evoluta e molti antichi ospedali, non più adatti ai bisogni attuali, sono già stati in parte colpevolmente distrutti – come quello di Vercelli – o riconvertiti ad altri usi, come accadrà all’ospedale di Lione o è già accaduto all’Ospedale Maggiore di Milano. Quest’ultimo, fondato dal duca Francesco Sforza nel 1456 e progettato da Antonio di Pietro Averlino detto il Filarete, ospita infatti dalla fine della Seconda guerra mondiale l’Università degli Studi di Milano, ma conserva tutt’ora pregevoli beni artistici e culturali dell’antico ospedale, purtroppo ancora poco noti ai cittadini di Milano. Basti pensare alla preziosa Quadreria con i suoi più di 900 ritratti dei benefattori che sostennero l’ospedale o ai magnifici saloni che ospitano l’Archivio storico.

Riportare quindi l’attenzione su questi straordinari monumenti – come fa la ricerca di Elena Franco – significa restituire alla collettività la memoria di tali ambienti anche al fine di offrire una base di conoscenze per riflettere in modo consapevole su un loro possibile futuro che non li veda trasformarsi

in puri involucri deprivati della loro storia. Una storia dove il prestigio di una città (dal XIV al XIX secolo) veniva valutato anche sulla base della bellezza, della grandiosità e dell’efficienza del suo ospedale “maggiore”. Ospedali, per altro, progettati dai più importanti architetti dell’epoca e spesso costruiti come città ideali, con uno schema planimetrico a croce greca, sulla linea indicata dal Filarete con la sua Ca’ Granda.

A partire da una precisa consapevolezza e sensibilità rispetto a tali edifici, le immagini di Elena Franco s’impegnano a evidenziare similitudini e differenze, strutturali o funzionali, tra i vari ospedali da lei presi in esame. Le sue fotografie guidano l’osservatore in un viaggio che dall’esterno e dai porticati interni lo conduce nelle lunghe sale dove un tempo venivano alloggiati i malati. Evidenziano l’importanza della cappella – centro simbolico e spaziale dell’ospedale – e dei giardini dove venivano coltivate le piante officinali. Si soffermano sui ritratti, scolpiti o dipinti, dei benefattori degli ospedali: nobili, notabili e poi imprenditori, i quali, nel corso dei secoli, hanno continuato a donare parte dei propri averi agli ospedali, perché questo era al contempo un gesto di carità volto al raggiungimento della salvezza e un segno imprescindibile di status sociale. Serie e volutamente descrittive le immagini di Elena Franco sono il frutto di una lunga e tenace indagine fotografica e si offrono come la testimonianza di un periodo della storia europea basata su un’unità inscindibile tra spirito di carità, senso civico, medicina e architettura. Quell’unità che oggi – ci fa capire l’autrice – noi rischiamo di perdere, o di avere già perso, senza esserne stati nemmeno consapevoli.

In chiusura della mostra verrà organizzato il seminario di studi: “Prospettive e strategie per il riuso degli antichi ospedali”, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.
Aula Milani, Via Francesco Sforza 28, Milano

26 novembre 2014, ore 14-17,30 (come da programma allegato)

Anteprima per la stampa: sabato 25 ottobre dalle 16.00 alle 17.30. Atrio dell’Aula Magna, via Festa del Perdono 7.

Elena Franco è architetto e si occupa a livello internazionale di piani e programmi di valorizzazione urbana e del territorio. La fotografia – di documentazione e ricerca – occupa una gran parte della sua attività e viene spesso utilizzata nel suo lavoro di costruzione dell’identità locale. Utilizza fotocamere digitali ma anche macchine fotografiche istantanee e a pellicola, che colleziona.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!