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Cuore in 3D per chirurgia sicura sui bambini

Un modello tridimensionale è meglio di una lastra 2D. Soprattutto se è necessario operare il cuore di un bimbo affetto da difetti congeniti.


Negli Usa il sistema è già realtà e ha permesso di operare con successo tre giovani pazienti tra cui un bimbo di appena 9 mesi. La novità è rappresentata proprio dalla tecnologia delle stampanti 3D, i cui risultati nel campo della cardiochirurgia pediatrica sono stati presentati al congresso annuale dell’American Heart Association.  La «gaia scienza»: 10 innovazioni che semplificano la vita.

La prassi preoperatoria prevedeva, infatti, fino ad ora la creazione di mappe per la guida del bisturi ricavate da radiografie, da ecografie e risonanze magnetiche. L’introduzione di modelli in 3D ha permesso di aggiungere tasselli importanti alla comprensione del chirurgo: le malformazioni cardiache presenti dalla nascita possono, infatti, alterare le complesse strutture cardiache.

I modellini in 3D sono preparati con ceramica e gesso e vengono utilizzati dal chirurgo per studiare l’intervento e decidere come e dove intervenire. “ Tenere in mano il ‘cuore modello’, poterlo toccare offre un nuovo livello di comprensione che non può essere raggiunto solo con le immagini 2D o anche 3D. Oggi tutto quello che una volta era usato per costruire i camion, lo stiamo usando per costruire modelli realistici di cuori”, dice Matthew Bramlet, direttore del Programma ‘Congenital Heart Disease Mri’ all’University of Illinois.

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