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Sangue infetto: FedEmo chiede a Renzi di non dimenticare le vittime e ribadisce al Governo la necessità e l’urgenza di un intervento a favore dei 585 pazienti emofilici infettati con HIV ed epatiti che aspettano giustizia da oltre trent’anni

fedemoSangue infetto: FedEmo chiede a Renzi di non dimenticare le vittime e ribadisce al Governo la necessità e l’urgenza di un intervento a favore dei 585 pazienti emofilici infettati con HIV ed epatiti che aspettano giustizia da oltre trent’anni

Roma, 16 dicembre 2014 – Un intervento a favore di quanti sono stati danneggiati da farmaci infetti negli anni ’80 e ’90. E’ quanto chiede al Governo Renzi la Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo). “Sono passati più di trent’anni – dichiara Stefania Farace, Segretario Esecutivo FedEmo – e ancora oggi sono 585 le persone o le famiglie che hanno contratto complicanze di tipo irreversibile, come HIV o epatiti croniche, a causa di omessi controlli da parte dell’allora Ministero della Salute”.

“Per sanare questa situazione – aggiunge Farace – e per voltare pagina una volta per tutte, FedEmo ha proposto alle forze politiche un intervento al Disegno di legge di stabilità che, tenendo conto della drammatica situazione finanziaria del Paese, fornisca un ristoro ‘sostenibile’ ai danneggiati già affetti da malattia rara e doppiamente colpiti dalla sciagura di somministrazione di medicinali ‘salvavita’ infetti”.

Nel giorno del voto al Senato, FedEmo chiede dunque all’Esecutivo di sciogliere il nodo dei ritardi burocratici, sentenze giuridiche in materia di prescrizione e normative sovrapposte nel tempo che hanno impedito l’accesso ai danneggiati ad un giusto risarcimento.

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