Diabete: l’AIFA pubblica un algoritmo per la terapia

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L’Agenzia Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha elaborato un algoritmo online per la gestione del diabete mellito di tipo 2 (T2DM) in collaborazione con la Societa’ Italiana di Diabetologia (Sid) e l’Associazione Medici Diabetologi (Amd).

Disponibile ad accesso libero sul portale dell’Aifa, nella sezione “Percorsi decisionali sui farmaci”, e’ in grado di definire il percorso logico ottimale per la definizione della terapia personalizzata per il trattamento di questa patologia.diabete “Il diabete e’ una epidemia mondiale che non riusciamo a contenere”, ha sottolineato al direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, presentando oggi alla stampa l’algoritmo, che, ha spiegato, “e’ stato sviluppato per pazienti con neo diagnosi e/o non ancora in terapia”. Tuttavia, e’ possibile utilizzarlo anche nel caso di pazienti gia’ in terapia ipoglicemizzante. Secondo le stime dell’Oms sono circa 3,5 milioni gli italiani che soffrono di diabete.

L’algoritmo si divide in tre sezioni: la prima e’ dedicata ad individuare l’obiettivo glicemico attuale del paziente, la seconda e la terza ad orientare la scelta della terapia. Per misurare il target glicemico e’ necessario verificare la percentuale di emoglobina glicata (HbA1c) presente nel sangue che riflette i valori di glicemia degli ultimi mesi e consente di prevedere eventuali complicanze micro e macrovascolari del diabete.Livelli di HbA1c strettamente vicini al 7% hanno dimostrato di ridurre l’incidenza – ad esempio – di patologie a carico della retina, dei reni e del sistema nervoso e, se mantenuti sin dalla diagnosi, anche delle complicanze macrovascolari a lungo termine.

Sono pertanto raccomandati per la maggior parte dei pazienti adulti con T2DM. Livelli di HbA1c meno stringenti (ad esempio meno 8%) unitamente all’obiettivo essenziale di evitare le ipoglicemie, sono invece da preferire nei pazienti piu’ anziani, fragili e con malattia avanzata o complicata. Ne consegue che il target glicemico, oltre a differenziarsi a seconda dei pazienti, vada riconsiderato nel corso del tempo anche nel singolo individuo con T2DM. “Vorrei sottolineare – ha aggiunto Pani – che la base dell’approccio terapeutico al T2DM e’ costituita dalla modifica e soprattutto dal mantenimento di uno stile di vita salutare da parte del paziente. Migliorare le proprie abitudini alimentari, ricorrere periodicamente all’esercizio fisico e tenere sotto controllo il peso sono aspetti da adottare e incoraggiare anche nel prosieguo della malattia. La terapia farmacologica aggiuntiva – specifica Pani – va quindi intrapresa o modificata prontamente nel caso in cui queste misure si rivelino insufficienti a raggiungere o mantenere l’obiettivo glicemico individuato”. La scelta di quale terapia intraprendere va quindi orientata alle caratteristiche del paziente con il quale e’ opportuno condividere la decisione terapeutica, al fine di migliorare il piu’ possibile l’aderenza al trattamento. Secondo i dati dell’Osservatorio Aifa sull’impiego dei medicinali (OsMed), relativi al periodo gennaio-settembre 2014, il 61,7% dei pazienti italiani affetti da diabete di tipo 2 ha seguito correttamente le terapie assegnate.

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