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Opportunità dell’esecuzione tardiva della vaccinazione antinfluenzale

  Milano – 14 gennaio 2015. Considerando che una serie di studi clinici hanno dimostrato che la risposta anticorpale conseguente alla vaccinazione antinfluenzale in termini di titolo di a.i.e specifici per gli stipiti virali vaccinali raggiunge valori considerati protettivi già dopo dieci giorni dalla vaccinazione e che ovviamente non c’è nessuna controindicazione all’esecuzione della vaccinazione anche in corso di circolazione dei virus influenzali, si può ritenere che allo stato attuale è ragionevole proporre la vaccinazione antinfluenzale anche oltre il periodo considerato ottimale. Tenendo conto della durata dell’efficacia della vaccinazione stimabile in sei otto mesi, le campagne stagionali indicano solo il periodo migliore per massimizzare la protezione, calcolando l’insorgenza dell’epidemia stagionale nel periodo che va da dicembre a marzo come usualmente riscontrato dai dati storici del sistema di sorveglianza epidemiologica.

L’attuale situazione evidenzia come solo dalla settimana 52 del 2014 si sia superata la soglia di incidenza che indica l’inizio dell’epidemia e pertanto si può ritenere sulla base del trend storico che il raggiungimento del picco epidemico stagionale non si raggiunga prima dell’ultima settimana di gennaio/prima di febbraio 2015.

Da tutto ciò quindi non si può che ribadire l’opportunità di continuare a proporre la vaccinazione antinfluenzale nelle categorie a rischio, stante anche la flessione ad oggi riscontrata nei tassi di copertura vaccinale dopo anni di continua crescita, tendenza già osservata dal 2009 con un continuo calo nelle vaccinazioni dovuto alle polemiche riguardanti l’effettiva rilevanza della pandemia da virus dell’influenza suina e negli anni successivi da provvedimenti di sospensione/ritiro volontario di alcuni vaccini culminati quest’anno nel ritiro cautelativo dell’AIFA per presunto e non confermato rischio di decesso a seguito di vaccinazione con vaccino antinfluenzale adiuvato.

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