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IGIENE ORALE 3.0 Metodi E Nuovi Strumenti Per Raggiungere L’obiettivo Zero Carie Sono Anche Il Focus Del Mese Della Salute Orale (Marzo 2015)

denteIgiene Orale 3.0 è un nuovo modo di prendersi cura dei denti con l’obiettivo di salvaguardarli dalla carie. Integra recenti acquisizioni scientifiche di due branche della medicina, odontoiatria e nutrizione, con la ricerca industriale avanzata. È il caso di una nuova formula di un dentifricio frutto di una ricerca durata 8 anni e testata su oltre 14.000 pazienti nel mondo. Il Regolario, che abbina l’uso consapevole del cibo alla routine di igiene orale, e la Piramide odonto-alimentare, sono gli strumenti del programma Igiene Orale 3.0.

Milano, 03 febbraio 2015 – La carie continua ad essere un problema di sanità pubblica nonostante i programmi di prevenzione governativi, complici la crisi economica e una società sempre più multietnica. “L’80% della popolazione mondiale soffre per la carie(1), gli Europei perdono ogni anno 6 giorni lavorativi per le cure odontoiatriche e spendono circa 79 miliardi di euro(2)”, spiega Francesco Cantini, Vice President & General Manager Colgate-Palmolive South Europe. “I dati dimostrano che la carie è un problema di salute pubblica. Per questo è fondamentale che l’industria investa in ricerca scientifica e clinica; quest’ultima è determinante in quanto permette di collaborare con i docenti e i ricercatori delle Università per sviluppare nuove idee e far evolvere anche i comportamenti di prevenzione dei cittadini”.

“L’urgenza di dare ai cittadini nuovi strumenti pratici al passo con i tempi è frutto di un ulteriore dato inquietante rilevato sul nostro territorio in un’indagine effettuata sul campo da SIDO (Società Italiana di Ortodonzia) durante l’edizione del Mese della Salute Orale 2014”, afferma il Prof. Giampietro Farronato, Professore Ordinario di Ortognatodonzia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Presidente SIDO.

“Abbiamo visitato oltre 1.300 persone in 6 città italiane da Nord a Sud, compilato un protocollo di visita i cui dati elaborati ci dicono che 1 cittadino su 2 presenta carie, che le stesse sono concentrate prevalentemente in età adulta (tra i 30 e i 50 anni), che esiste una forbice rilevante tra Settentrione (40%) e Meridione (51%). La presenza di carie è direttamente correlata a una scarsa igiene orale: il 77% dei soggetti con cattiva igiene orale presenta carie a fronte del 34% con buona igiene orale. Studi scientifici recenti hanno confermato che lo zucchero, contenuto in molti alimenti, per esempio i carboidrati, al termine della digestione ritorna in bocca attraverso le ghiandole salivari e nutre costantemente i batteri, naturalmente presenti nella bocca(3). Questi producono scorie acide che erodono lo smalto dei denti e determinano la lesione cariosa iniziale. Il processo di produzione di acidi per fermentazione degli zuccheri avviene entro 5-15 minuti dal consumo degli zuccheri e si protrae, di norma, per almeno mezz’ora. Consumare spuntini frequenti, oltre i tre pasti principali, espone ripetutamente i denti ai possibili danni che ne derivano. Da qui il concetto che l’uso consapevole del cibo e la sua combinazione nell’arco della giornata giochino un ruolo fondamentale nella prevenzione della carie”, conclude il professore.

 

Il Regolario di Igiene Orale 3.0 è un documento composto da 10 punti che insegnano ad utilizzare il cibo in modo appropriato per una buona igiene orale, soprattutto negli intervalli tra i pasti principali e quando non è possibile lavare i denti. Il Regolario è frutto di una rigorosa analisi della letteratura scientifica internazionale condotta dal team del Prof. Farronato con il contributo della Prof.ssa Erna Lorenzini, entrambi docenti presso l’Università degli Studi di Milano. Il Regolario ci suggerisce come combinare i diversi alimenti privilegiando il consumo di quelli anticarie (verdure fibrose, acqua, latte, formaggi stagionati, frutta secca) o cariostatici (verdure cotte, carne) alla fine dei pasti o come spuntini, evitando di concluderli con alimenti o bevande potenzialmente cariogene (dolci, alimenti appiccicosi, bevande zuccherate, ecc.). Il cibo può essere un valido strumento per neutralizzare l’acidità e rimuovere in modo meccanico, cioè masticando, i residui zuccherini e appiccicosi che promuovono i processi erosivi dello smalto.

“Un esempio su tutti, la Regola 6 recita ‘Bere un bicchiere d’acqua al termine del pasto rappresenta una buona pratica di igiene orale’: infatti l’acqua rimuove i residui di cibo e, a seconda delle sue caratteristiche, veicola minerali come il fluoro e il calcio ai denti e a tutto l’organismo. Quando è lievemente alcalina contrasta l’acidità lesiva per i denti. Una quantità adeguata di acqua è indispensabile per la formazione della saliva, la cui quantità e fluidità garantiscono la diluizione di sostanze dannose, come il glucosio, favorendo la sua azione di autodetersione, antimicrobica e lubrificante” – rileva la Prof.ssa Erna Lorenzini, medico, Professore Aggregato in Scienze tecniche Dietetiche applicate presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano. “Esistono alimenti che nutrono ‘batteri buoni’ e ‘batteri cattivi’ responsabili della produzione degli acidi lesivi per il dente; tutto sta nel riconoscere quelli che nutrono quelli giusti. Con l’arginina, aminoacido presente naturalmente nei cibi, si nutrono quelli ‘buoni’”, termina la Professoressa.

 

L’arginina, composto contenuto anche nella saliva, è alla base della nuova tecnologia brevettata denominata Neutralizzatore degli Acidi dello Zucchero™ del dentifricio Colgate® Maximum Protection Caries. “L’arginina si combina con il fluoro che, nonostante riduca la demineralizzazione a causa degli acidi dello zucchero, non è in grado di impedirla del tutto rivelandosi insufficiente soprattutto nel caso in cui sia presente una grande quantità di zuccheri (ad esempio in chi fa uso di snack o spuntini). In questo modo, una dose extra di arginina – contenuta nella nuova formula – consente di nutrire i batteri buoni, neutralizzare così gli acidi degli zuccheri e raggiungere un livello di protezione della carie superiore a quello ottenuto dal solo fluoro”, afferma Michael Schneider, Scientific Project Manager, Scientific Affairs, Colgate-Palmolive Europe. “La prova di questa asserzione è negli 8 anni di ricerca e nei test clinici condotti su oltre 14.000 pazienti. Due studi clinici indipendenti, della durata di due anni, hanno dimostrato un’efficacia preventiva che supera del 20% quella dei convenzionali dentifrici al fluoro(4,5). Uno studio clinico in situ ha evidenziato una rimineralizzazione delle lesioni cariose iniziali quattro volte maggiore(6). Tre studi clinici hanno provato che la nuova formula è stata in grado di rimineralizzare del 50% le lesioni cariose iniziali dopo solo sei mesi dalla loro visualizzazione in vivo (7,8,9 ).“, chiarisce il dr Schneider.

 

Nell’anno del cibo, i cittadini avranno occasione di proteggere i loro denti con nuovi strumenti (prodotti, Regolario di Igiene Orale 3.0, Piramide odonto-alimentare) che conosceranno durante la XV edizione del Mese della Salute Orale Colgate-SIDO che, come di consueto, si svolgerà dal 1 al 31 marzo prossimo: in tutta Italia, visite odontoiatriche e ortodontiche gratuite per tutta la famiglia presso gli studi dentistici dei Soci SIDO. aderenti all’iniziativa, test salivare e diario alimentare.

 

Per maggiori informazioni: www.prontodentista.it e www.sido.it

 

 

 

 

 

  1. World Health Organization, Report on Oral Health, 2003. Available at

www.who.int/oral_health/media/en/orh_report03_en.pdf (accessed September 2014)

  1. ACFF Pan-European consumer opinion survey, 2014. Available at www.acffeurope.com
  2. Studio multicentrico, pubblicato su ‘Annali di Stomatologia’ 2014, Mar. 31, 5(3) 1-6, realizzato con il contributo di Colgate.
  3. Kraivaphan P, A.C., Triratana T, Mateo L.R, Ellwood R, Cummins D, DeVizio W, Zhang YP, Two-Year Caries Clinical Study of the Efficacy of Novel Dentifrices Containing 1.5% Arginine, an Insoluble Calcium Compound and 1,450 ppm Fluoride, in Caries Res. 2013. p. 582-590.
  4. Hu DY, Li X, Yin W, Jiang XJ, Zhang XM, Mateo LR, DeVizio W, Zhang YP, Two-Year Caries Clinical Study Conducted in China of the Efficacy of Novel Dentifrices Containing 1.5% Arginine, an Insoluble Calcium Compound and 1450 ppm Fluoride, data on file.
  5. Cantore, R., et al., In situ clinical effects of new dentifrices containing 1.5% arginine and fluoride on enamel de- and remineralization and plaque metabolism, in J Clin Dent. 2013. p. A32-44.
  6. Yin, W., et al., A clinical investigation using quantitative light-induced fluorescence (QLF) of the anticaries efficacy of a dentifrice containing 1.5% arginine and 1450 ppm fluoride as sodium monofluorophosphate, in J Clin Dent. 2013. p. A15-22.
  7. Yin, W., et al., The anti-caries efficacy of a dentifrice containing 1.5% arginine and 1450 ppm fluoride as sodium monofluorophosphate assessed using Quantitative Light-induced Fluorescence (QLF), in J Dent. 2013. p. S22-8.
  8. Srisilapanan, P., et al., Comparison of the efficacy of a dentifrice containing 1.5% arginine and 1450 ppm fluoride to a dentifrice containing 1450 ppm fluoride alone in the management of early coronal caries as assessed using Quantitative Light-induced Fluorescence, in J Dent. 2013. p. S29-34.

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