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Epatite C e tatuaggi, passione e rischio viaggiano insieme, occhio alle precauzioni

Con l’arrivo della bella stagione la pelle si scopre e riappaiono i tatuaggi. Una passione non priva di rischi. “In particolare, se non si rispettano determinate precauzioni, c’è il pericolo di contrarre l’epatite C.

E’ vero infatti che in Italia il numero di nuovi casi di questa malattia tende a diminuire, ma vediamo ancora persone che si infettano, e sono relativamente giovani. Il pericolo è legato alle circostanze in cui sangue infetto viene a contatto con un’altra persona in condizione di lesione della pelle. Attenzione dunque ai tatuaggi, che sono una potenziale fonte di rischio, se fatti in modo non adeguato”. tatooLo ricorda Carlo Federico Perno, docente di Virologia dell’Università di Roma Tor Vergata, a margine di un incontro a Vienna organizzato da Msd per il Congresso internazionale sul fegato.

“Se ormai le trasfusioni e i derivati del sangue sono sicuri – dice Perno – non si è azzerato il pericolo tatuaggi”. Ma come scegliere un centro sicuro? “Non abbiamo ancora purtroppo i controlli di qualità nei centri per tatuaggi, e questo è un problema che andrebbe ovviato, prima o poi.

Certo optare per strutture con garanzie di sicurezza dal punto di vista dell’igiene è importante, quindi meglio evitare amici degli amici o persone che li fanno senza troppi controlli o ‘all’angolo della strada’: centri abbastanza grandi hanno garanzie maggiori che il lavoro venga fatto con aghi puliti e nel rispetto di norme igieniche”, dunque utilizzando aghi monouso, in confezioni sigillate da aprire davanti ai clienti.

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