Cifosi e scoliosi: ad aprile l’e…

 Le opzioni di cura per r…

Protesi al seno: Ddl prevede l'i…

(ANSA) - Un giro di vite …

SLA: promettente il risultato di…

Un nuovo approccio ne…

Perché il virus dell'influenza s…

  [caption id="attachm…

Cellule staminali contro distrof…

Quando un danno al tessut…

Capsaicina, il piccante del pepe…

[caption id="attachment_9…

Le proprieta' battericide del mi…

[caption id="attachment_8…

Morbo di Creutzfeldt-Jakob: l'Is…

Uno studio dell'Istituto …

Studio italiano sui recettori de…

[caption id="attachment_5…

Melanoma: nuovo test per la diag…

Da uno studio italian…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Da Pavia nuova tecnica innovativa per la sostituzione della valvola aortica

Tradizionale operazione a torace aperto

Tradizionale operazione a torace aperto

Roma, 29 apr. (Apcom) – Un intervento innovativo per sostituire la valvola aortica, che non richiede nè la chirurgia a torace aperto tradizionale, né l’applicazione di una tecnica mininvasiva, e non si rende necessario nemmeno sottoporre il paziente a circolazione extracorporea. La nuova tecnica è stata messa a punto nel corso dell’ultimo mese al Policlinico San Matteo di Pavia dall’équipe di cardiochirurghi coordinata da Mario Vigano, in collaborazione con il team dei cardiologi interventisti. E’ sufficiente una piccola incisione di 4-5 cm a livello della parete toracica sinistra per introdurre una nuova valvola aortica biologica. In casi selezionati l’impianto può essere effettuato addirittura senza l’apertura del torace, attraverso l’arteria femorale.


Fino ad ora, i pazienti giudicati ad alto rischio chirurgico, ovvero i pazienti anziani che presentano una degenerazione senile della valvola o una predisposizione alle embolie cerebrali, potevano essere trattati solo con terapia medica, con un conseguente ridimensionamento delle aspettative di vita. “Il nostro primo paziente – commenta il professor Viganò, direttore della cardiochirurgia del Policlinico San Matteo – è stato un signore di 82 anni, affetto da diverse patologie. Il secondo, di 72 anni, presentava l’aorta ascendente completamente calcificata. La permanenza in sala operatoria è stata di circa un’ora e mezzo, la degenza in reparto mediamente di 5 giorni. Oggi stanno bene e sono stati entrambi dimessi. Questo approccio chirurgico è attualmente indicato in pazienti selezionati affetti da stenosi valvolare aortica calcifica a rischio chirurgico molto alto : si tratta soprattutto di pazienti anziani con altre malattie associate o giudicati non operabili con tecnica tradizionale”. La valvola è costituita da un supporto in acciaio chirurgico e da 3 lembi di materiale biologico proveniente da pericardio bovino, identico a quello di cui sono costruite le protesi valvolari biologiche più diffuse al mondo. Ad oggi, è stata impiantata in quasi 2000 pazienti in tutto il mondo.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi