Alzheimer: la protezione dall'os…

Due studi diversi pubblic…

Dolore infiammatorio e neuropati…

Alcuni estratti provenien…

Da domani a sabato 29, Verona os…

27 -29 novembre 2014 Ver…

Le mandorle e il loro benefico r…

[caption id="attachment_8…

INCONTRO CON I NUOVI TITOLARI: …

Un incontro specifico per…

HIV/AIDS: 30 anni fa si è descri…

L'Aids 30 anni fa nascev…

L'endocitosi delle cellule potre…

[caption id="attachment_6…

Dolore cronico perineale: dall'1…

Nel suggestivo borgo medi…

Epatite C: la scoperta di intera…

La scoperta del ruolo chi…

Di corsa verso il benessere. Com…

Runner, calciatore, sciat…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Ricercatori di Potsdam ottengono la prima proteina liquida

La struttura della ferritina

La struttura della ferritina

La prima proteina liquida è stata ottenuta da ricercatori del Max-Planck-Institut per i colloidi a Potsdam, in Germania, e dall’Università di Bristol. Il risultato – annunciato in un articolo pubblicato sulla rivista “Angewandte Chemie” a firma Stephen Mann, Adam Perriman e Helmut Cölfen – apre le porte alla possibilità di un vasto numero di applicazioni mediche e industriali, dalla produzione di farmaci di maggiore efficacia fino a quella di lubrificanti e refrigeranti proteici. Il lavoro appena pubblicato riguarda la ferritina, ma i ricercatori hanno successivamente applicato la loro tecnica anche a molecole di emoglobina e mioglobina, proteine che fungono da trasportatrici dell’ossigeno nel corpo, dimostrando che il metodo può essere applicato in modo generale.




I ricercatori sono riusciti in particolare ad attaccare alla superficie di molecole di ferritina gruppi amminici caricati positivamente che a loro volta fungono da siti di legame per un surfettante polimerico, creando una struttura formata da un nucleo della proteina originaria da cui si dipartono lunghi “capelli”. Il composto ferritina-polimero è un solido che inizia a fondere a 30° per raggiungere uno stato perfettamente fluido a 50°.

“Si tratta di un risultato esaltante per il suo significato rispetto alla comprensione di componenti nanostrutturati che comprendano liquidi. Inoltre, rappresenta una possibile via verso un nuovo stato della materia biomolecolare, e potrebbe avere numerose applicazioni interessanti.Speriamo di riuscire a esplorarne alcune, per esempio nel campo delle tecnologie biomediche e in quelle dei sensori, nel corso dei prossimi cinque anni”, ha dichiarato Stephen Mann, uno dei direttori della ricerca.


Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi