La riserva ovarica, stabilita da…

Nelle ovaie di topo a…

#Se(g)ni, donne in mostra contro…

Cologno Monzese, 27 ottob…

HPV: nuovo test aiuta a predire …

Sviluppato un test del sa…

Il ruolo dei colori nel percepir…

I colori consentono una p…

Tumore ai polmoni: la chemio eff…

Più efficace della ta…

Melanoma: test del vaccino da "p…

Il tumore della pelle…

Un singolo gene responsabile del…

Un singolo gene potrebbe …

Smettere di fumare e' un traguar…

[caption id="attachment_5…

Melanoma, diagnosticato in tempo…

Il melanoma, sebbene sia…

Pediatria - Inaugurazione Aula D…

PATOLOGIE IN CALO E PATOL…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Ricercatori di Potsdam ottengono la prima proteina liquida

La struttura della ferritina

La struttura della ferritina

La prima proteina liquida è stata ottenuta da ricercatori del Max-Planck-Institut per i colloidi a Potsdam, in Germania, e dall’Università di Bristol. Il risultato – annunciato in un articolo pubblicato sulla rivista “Angewandte Chemie” a firma Stephen Mann, Adam Perriman e Helmut Cölfen – apre le porte alla possibilità di un vasto numero di applicazioni mediche e industriali, dalla produzione di farmaci di maggiore efficacia fino a quella di lubrificanti e refrigeranti proteici. Il lavoro appena pubblicato riguarda la ferritina, ma i ricercatori hanno successivamente applicato la loro tecnica anche a molecole di emoglobina e mioglobina, proteine che fungono da trasportatrici dell’ossigeno nel corpo, dimostrando che il metodo può essere applicato in modo generale.




I ricercatori sono riusciti in particolare ad attaccare alla superficie di molecole di ferritina gruppi amminici caricati positivamente che a loro volta fungono da siti di legame per un surfettante polimerico, creando una struttura formata da un nucleo della proteina originaria da cui si dipartono lunghi “capelli”. Il composto ferritina-polimero è un solido che inizia a fondere a 30° per raggiungere uno stato perfettamente fluido a 50°.

“Si tratta di un risultato esaltante per il suo significato rispetto alla comprensione di componenti nanostrutturati che comprendano liquidi. Inoltre, rappresenta una possibile via verso un nuovo stato della materia biomolecolare, e potrebbe avere numerose applicazioni interessanti.Speriamo di riuscire a esplorarne alcune, per esempio nel campo delle tecnologie biomediche e in quelle dei sensori, nel corso dei prossimi cinque anni”, ha dichiarato Stephen Mann, uno dei direttori della ricerca.


Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!