Cellule staminali: lo stomaco ne…

Un nuovo studio ha mostra…

Alle carenze di farmaci può supp…

I fenomeni di scarsità di…

Rischio dipendenza: le tracce ce…

I fratelli delle persone …

Vino e scienza: svelato il DNA d…

[caption id="attachment_6…

Le bugie hanno il naso caldo

Ricercatori europei nel s…

DireFareCuore, la settimana di p…

Dal 21 al 26 Febbraio, Na…

Tumori: trattamento all''ossigen…

Roma, 11 apr - Combinare …

Raffreddore: scoperta la via da …

[caption id="attachment_9…

Dimostrata l'efficienza delle al…

[caption id="attachment_6…

Schizofrenia e disturbi sociali:…

Sono tipici della patolog…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Test prenatale per salvare neonati da blocco cardiaco congenito fetale

Un test da effettuare sulle donne incinte che, se introdotto in maniera capillare, consentirebbe di salvare fino a 2mila bambini all’anno dal blocco cardiaco congenito fetale, una patologia molto insidiosa in cui la presenza di determinati anticorpi determina l’arresto del cuore. Lo ha messo a punto Ola Winqvist, ricercatore del Karolinska Institutet di Stoccolma per individuare il problema gia’ in epoca precoce di gravidanza e con un semplice prelievo di sangue materno. A darne notizia e’ Massimo Magno, collaboratore del ricercatore svedese e partner dell’associazione per la prevenzione del blocco cardiaco congenito fetale. ‘Per avere efficacia maggiore il test deve essere effettuato prima della 19esima settimana, in modo da garantire il 100% del recupero del cuore del feto’, ha detto Magno. Un passo in avanti nella prevenzione della patologia che domani (29 settembre) sara’ al centro di un convegno internazionale europeo al Policlinico ‘Federico II’ di Napoli.
Come spiegano Giuseppe De Placido, direttore del reparto di Ginecologia e i suoi assistenti, nonche’ organizzatori del convegno Mariavittoria Locci e Giovanni Nazzaro, l’unica strategia possibile per affrontare questa emergente complicanza della gravidanza e l’approccio multidisciplinare. Infatti, aggiunge il professore Raffaele Scarpa, direttore di Reumatologia e coorganizzatore del convegno, la patologia autoimmune in generale e’ in aumento e con essa l’incidenza di tale condizione nel corso delle gravidanze. Circa 1 donna su 10 soffre di una malattia autoimmune. Circa il 75% delle patologie autoimmuni hanno l’incidenza massima tra i 20 e i 40 anni, cio’ durante il periodo fertile. Le piu’ frequenti sono le patologie reumatiche, prima in assoluto il ‘Lupus Eritematoso Sistemico’. Le donne incinta con questi tipi di patologie autoimmuni sono ad elevato rischio di aborti spontanei precoci, morti fetali tardive, parto prematuro, ritardi di crescita fetali, morbilita’ e mortalita’ materna e, complicanza letale, il blocco cardiaco congenito con morte feto-neonatale. I responsabili di tale terribile complicanza sono una particolare classe di autoanticorpi di origine materna trasmessi al feto attraverso la placenta. La ricerca svedese ha messo a punto un test di screening prenatale che con un semplice prelievo di sangue consente di individuare la patologia. Tali studi consentono un grande passo in avanti nel management delle pazienti fertili affette da ‘lupus eritematoso sistemico’ ed altre malattie autoimmuni offrendo possibilita’ di successo fino a poco tempo fa negate.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi