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Cellule tumorali: un farmaco inibitore della loro replicazione

La rivista internazionale “Journal of Clinical Oncology” ha appena pubblicato i risultati ottenuti nel primo studio clinico con il composto Danusertib (PHA-739358) condotto in pazienti con cancro al polmone e altri tumori solidi avanzati per i quali non esistono terapie alternative. “Danusertib, farmaco scoperto dal Nerviano Medical Sciences, e’ un composto che inibisce tutte e tre le varianti della chinasi Aurora.
Queste proteine, coinvolte nella mitosi ed essenziali per il completamento della divisione cellulare, sono sovraespresse in molti tipi di cancro”, afferma Francesco Colotta, responsabile R&D di NMS. “Danusertib e’ un farmaco altamente innovativo – aggiunge Colotta – e’ stato infatti il primo inibitore di Aurora ad entrare in sperimentazione clinica ed e’ ancor oggi il piu’ avanzato con diversi studi di Fase 2 in corso”. Questo studio di Fase 1 aveva lo scopo di definire il profilo di tossicita’, la farmacocinetica e farmacodinamica di Danusertib somministrato a dosi crescenti di farmaco e con diversi tempi di somministrazione. In questo studio sono stati trattati complessivamente 50 pazienti con tumore in fase avanzata, con malattia in ripresa dopo aver ricevuto tutti i farmaci previsti dai protocolli standard di trattamento. La dose accomandata per gli studi di Fase 2 e’ stata definita per le 6 ore di infusione ed e’ risultata pari a 330 mg/m2. La conferma che il composto nell’uomo inibisce come atteso le chinasi Aurora e’ venuta dall’osservazione della capacita’ di Danusertib di inibire la fosforilazione della proteina Histone H3 nella pelle dei pazienti trattati a partire dalla dose di 190 mg/m2. Questo studio ha mostrato che Danusertib e’ ben tollerato nell’uomo. Inoltre, il 24% dei pazienti valutabili per la risposta clinica ha avuto una stabilizzazione di malattia clinicamente rilevante che in 5 pazienti e’ durata piu’ di 6 mesi. Uno di questi, affetto da carcinoma polmonare non a piccole cellule con malattia in progressione, e’ uscito dallo studio dopo piu’ di 2 anni di trattamento, non per progressione di malattia ma in quanto colpito da polmonite. Il dottor Bernard Laffranchi, responsabile dell’unita’ di ricerca clinica di Nerviano Medical Sciences aggiunge: “Indicazioni di un’eventuale attivita’ antitumorale del composto si sono viste anche nel secondo studio di Fase 1 condotto negli Usa i cui risultati saranno pubblicati a breve. Queste evidenze dovranno essere consolidate in studi clinici futuri”.

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