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Come il cervello regola la densita’ ossea.

osteociti e osteoblasti

La scoperta che potrebbeavere un’ottima rilevanza nelle cure per l’osteoporosi, basati sull’inibizione dei recettori per l’NPY – Il cervello è un eccezionale centro di regolazione, poiché controlla una miriade di processi in tutto il corpo con modalità che stiamo cominciando a comprendere solo ora. In un nuovo studio condotto in Australia è stata chiarita una sorprendente connessione tra cervello e regolazione della massa ossea.

Il ruolo principale dello scheletro è quello di fornire un supporto meccanico all’organismo: per svolgere adeguatamente questo ruolo, il tessuto osseo si modifica incessantemente nel corso della vita, in risposta anche ai livelli di attività e al peso corporeo (in particolare la massa aumenta quando il peso aumenta e diminuisce quando cala).

I risultati del nuovo studio mostrano come la formazione ossea, lungi dall’essere un processo meccanico diretto dipendente solo dal peso, è finemente regolata dal cervello, che riceve e trasmette segnali attraverso il sistema nervoso e gli ormoni,
Si è chiarito, per esempio, che la rete di neuroni che controlla l’appetito e il bilancio energetico altera anche la densità ossea. Quando soffriamo la fame, il nostro cervello non ci permette per esempio di produrre tessuto adiposo od osseo; quando stiamo mangiando troppo, d’altra parte, il cervello ci rende più facile aumentare la massa grassa e quella ossea.

Paul Baldock, neuroscienziato del Garvan Institute of Medical Research di Sydney ha dimostrato in una sperimentazione sui topi che il neurotrasmettitore neuropeptide Y (NPY) controlla direttamente gli osteoblasti, le cellule che costruiscono le ossa, come descritto sulla rivista online ad accesso libero PLoS ONE.

“Si è sempre pensato che le variazioni di massa ossea fossero puramente meccaniche: se aumentiamo di peso, le ossa diventano più dense per supportare l’incremento di carico”, ha spiegato Baldock. “Sebbene tale modello sia in parte corretto, il meccanismo è influenzato anche da un sistema di sorveglianza molto più raffinato, localizzato nell’ipotalamo. Non ho dubbi che i futuri trattamenti dell’osteoporosi potranno basarsi su un modo sicuro per bloccare i recettori per l’NPY sugli osteoblasti”.

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