AIFA revoca il divieto a scopo c…

Riconfermate la sicurez…

Autismo: l'importanza del profum…

I bambini autistici hanno…

HIV: nuovo caso di guarigione co…

Sottoposta a cocktail di …

Selezione embrionale per preveni…

Sviluppato da un'équipe d…

Tumore ai polmoni: la chemio eff…

Più efficace della ta…

Proficuo incontro del Ministro d…

Roma 11 dicembre 2014. Si…

Antidepressivi dopo menopausa: s…

Le donne che sono in eta'…

Batteri intestinali: dividono la…

Si chiamano "enterotipi",…

Carcinoma alla prostata: ricerca…

Alcuni trattamenti contro…

Alternativa italiana alla crioco…

La liofilizzazione di ca…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Lo strano caso del polpo con l’elmetto di cocco

Amphioctopus marginatus

Una noce di cocco è il nascondiglio ideale per un polpo. Parola di ricercatori del Museo Victoria di Melbourne che hanno osservato e filmato una ventina di polpi a strisce (Amphioctopus marginatus) trasportare gusci vuoti di noci di cocco dentro cui nascondersi in caso di pericolo. La scoperta, descritta sulle pagine di Current Biology, fa del polpo il primo invertebrato conosciuto al mondo in grado di usare strumenti.

La lista di animali capaci di maneggiare strumenti è piuttosto esigua: include un ristretto gruppo di mammiferi come gli scimpanzé e i delfini, e alcuni uccelli come i corvi. Ora ne conta uno in più. “Sul fondale marino indonesiano ho visto un polpo nascosto sotto una noce di cocco vuota e ho atteso per vedere cosa facesse. Non mi sarei mai immaginato di vederlo uscire, capovolgere il guscio, afferrarlo con i tentacoli e portarselo via», ha raccontato il dottor Julian Finn, autore dell’indagine e biologo del Museo Victoria di Melbourne (qui un’intervista della Bbc).

Le immagini, riprese dagli scienziati australiani in cinquecento ore di immersioni tra il 1999 e il 2008, mostrano un gruppo di questi animali nelle acque delle isole di Bali e Celebes. In un video, uno degli esemplari osservati riesce a incastrare due mezzi gusci di cocco a mo’ di conchiglia per poi nascondersi al loro interno e riposare. Ma ciò che ha catturato maggiormente l’attenzione dei ricercatori è stato l’ingegnoso sistema di trasporto usato dai molluschi: una volta posizionato il guscio di noce sotto il proprio corpo, tendevano i tentacoli per afferrarla ai bordi e raggiungere il suolo con le estremità libere e, non potendo nuotare così, iniziavano a “saltellare” muovendosi sul sabbioso fondo marino. Secondo i ricercatori, questo rende i polpi più lenti e vulnerabili nei confronti dei predatori (come i granchi), ma offre loro la protezione della dura corteccia del frutto.

“Alcuni invertebrati come il polpo, evolutivamente imparentato con la chiocciola, sono chiaramente capaci di comportamenti complessi. Per questo non dovremmo sottovalutarli», ha commentato Finn. Ma non è la prima volta che il polpo a strisce indonesiano stupisce la comunità scientifica con atteggiamenti che denotano un certo grado d’intelligenza: in un articolo pubblicato nel 2005 sulla rivista Science, alcuni ricercatori statunitensi riferivano che il cefalopode ha sviluppato un sistema mimetico molto particolare: avvolge i tentacoli attorno al corpo e ricorda, guarda caso, proprio un guscio di cocco. (a.o.)

Riferimenti: Current Biology doi:10.1016/j.cub.2009.10.052

Galileonet.it

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x