Arriva in Italia il primo spray …

6 pazienti su 10 ci convi…

Autismo: ricerca a Milano porta …

Si chiama Eps8, è una…

Perdere peso limitando il tempo …

Limitare il tempo di cons…

Cellule staminali cardiache: tec…

[caption id="attachment_8…

FDA dice si al nuovo test per la…

Approvato dalla Food and …

Telethon: pallottole molecolari …

Ricercatori dell’Icgeb di…

DIABETE, MIND THE GAP! Tra il di…

  Uno studio della …

Come il cervello corregge "il ti…

Quando siamo tristi, il m…

Parto pretermine vaginale sicuro…

Ricorrere al parto natura…

Tumori ai polmoni: nuova tecnica…

Un metodo innovativo prom…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Spiegata correlazione tra emicrania e luce

E’ stato svelato perché chi soffre di emicrania ha il ‘terrore’ della luce, che gli provoca ancora più dolore: è stato scoperto infatti che è colpa di un collegamento tra cellule luce-sensibili degli occhi e una famiglia di neuroni con un ruolo cruciale nel dolore dell’emicrania.

Resa nota sulla rivista Nature Neuroscience, la scoperta si deve a Rami Burstein, del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston. Circa l’85% di chi soffre di emicrania ha anche la fotofobia, cioé l’esposizione alla luce, anche la più fioca, fa aumentare il dolore pulsante alla testa. Bastano pochi secondi di luce dall’inizio dell’attacco per provocare l’effetto, e poi occorre almeno mezz’ora di buio per far rientrare i sintomi della fotofobia stessa, ma finora non era noto il perché di questa avversione alla luce.


Burstein si è insospettito studiando alcuni non vedenti che soffrono di emicrania, un gruppo di non vedenti che aveva gli occhi completamente danneggiati e non poteva sentire la presenza di luce, né percepire l’alternanza giorno/notte, e un gruppo di non vedenti che però poteva sentire la presenza di luce e distinguere il giorno dalla notte. I primi non sono fotofobici mentre i secondi lo sono. Gli esperti hanno ipotizzato quindi che dietro la fotofobia ci fossero il nervo ottico, che nei non vedenti totali non funziona più, e un gruppo di fotorecettori retinici basati sulla melanopsina, che sentono la luce e la differenza tra giorno e notte.
Per verificare la loro ipotesi i ricercatori hanno usato topi emicranici e con un tracciante colorato iniettato negli occhi di questi ultimi hanno seguito il percorso naturale dai fotorecettori melanopsinici al cervello. Così hanno visto che la ‘strada della luce’ porta fino a una famiglia di neuroni che si attiva proprio durante l’attacco emicranico

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!