Dabigatran etexilato: rimborsabi…

• L’ Anticoagulante Ora…

Sedano e prezzemolo possono arre…

Una sostanza contenuta ne…

Resveratrolo e vino rosso: buono…

Il resveratrolo, la sosta…

Arriva il vaccino anti-fumo

Liberarsi del vizio del f…

Farmaci: una tecnica che trasfor…

Grazie a una nuova tecnic…

Nelle staminali del tessuto adip…

Una riserva di giovinezza…

Rigenerazione dei tessuti da cel…

Nuove ricerche della In…

Vitamina D3, cistatina e tumori …

[caption id="attachment_1…

L'occhio della donna ha le pupil…

Un nuovo studio dell'Univ…

Il paziente chiede informazioni …

Roma, 14 novembre 2014. “…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

La multipla personalita’ dei geni

Individuata la proteina che, regolando il cosiddetto processo di splicing alternativo, consente ad alcuni geni di esprimere più proteine.

Anche i geni possono avere una “personalità” multipla, ma perché il passaggio da una all’altra vada a buon fine e non dia luogo a comportamenti dannosi deve essere regolato attentamente.

Com’è noto i geni sono lunghe sequenze di basi che rappresentano una sorta di alfabeto dell’informazione genetica che guida la produzione di proteine. I geni tuttavia possono talvolta venire tagliati e ricuciti – un’operazione nota in gergo con il termine “splicing alternativo” – dando luogo a un’informazione differente, un po’ come se nella parola “contrastare” si operassero due tagli, uno dopo le lettere “con” e l’altro dopo “tras” per poi ricucire la prima sezione con l’ultima, in modo da ottenere la parola “contare”. In questo modo da uno stesso gene originario è possibile ottenere la produzione di due o più proteine differenti.

Con l’invecchiamento questa funzione di splicing può incorrere in mal funzionamenti, e produrre proteine “prive di senso” (ottenendo per esempio “conare” al posto di “contare”) invece di quelle corrette. Queste proteine aberranti possono danneggiare la cellula favorendone la deriva oncologica o altri disturbi e malattie legati all’età.

Ora, un gruppo di ricercatori dell’University of Texas Health Science Center a San Antonio diretto da Olivia Pereira-Smith ha individuato una proteina che presiede al corretto funzionamento delle operazioni di splicing.

Come viene illustrato in un articolo pubblicato sulla rivista “Science Express” a prima firma Reini F. Luco, il nuovo studio ha rivelato che questa funzione è svolta dalla proteina MRG15, che ha la capacità di legarsi agli istoni della cromatina e che era già nota per influenzare la crescita cellulare e l’invecchiamento. La scoperta ha potenziali implicazioni per lo sviluppo di di terapie che possano contrastare questi fenomeni.
Le Scienze

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!