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L’ictus in eta’ pediatrica e’ piu’ frequente di quanto si creda

L’ictus non è un problema che riguarda solo gli adulti e gli anziani, ma è un fatto grave che coinvolge anche neonati e bambini più spesso di quanto si creda e che, sovente, ha conseguenze molto gravi. Soprattutto perché il più delle volte i primi segni o veri e propri ictus passano, per così dire, inosservati.

L’inquietante notizia ci giunge dai medici statunitensi che sottolineano come i neonati o bambini che hanno ictus ricorrenti non vengano soccorsi adeguatamente poiché i sintomi sono riconosciuti se non dopo alcuni attacchi.

La pediatra e neurologa, dr.ssa Rebecca Ichord del Children Hospital di Philadelphia e Direttore del Programma per l’Ictus in pediatria, ha presentato all’International Stroke Conference 2010 a San Antonio (Texas) i risultati di uno studio sull’ictus ischemico delle arterie nei bambini dove si evidenzia come la maggioranza dei bambini colpiti da ictus abbiano episodi ricorrenti che non vengono diagnosticati nella fase iniziale.

I dati raccolti dalla dr.ssa Ichord riguardavano 90 bambini colpiti da ictus tra il 2003 e il 2009, con un’età media di circa 6 anni. Durante il periodo d’osservazione 12 di questi bambini hanno avuto ictus ricorrenti. La maggioranza di questi si è verificata un mese dopo il primo ictus.
In sei dei dodici bambini con attacchi ricorrenti non era stato diagnosticato il primo ictus e non sono stati riconosciuti fino a che non ci sono stati altri attacchi.
Secondo i ricercatori l’ictus nei bambini può avvenire a seguito di malattie come l’anemia falciforme o altre condizioni legate a problemi di cuore. O ancora a colpi di frusta al collo passati inosservati. Tuttavia, i motivi possono essere ancora altri.

I sintomi sono praticamente gli stessi che nei pazienti adulti o anziani come un’improvvisa perdita di funzioni neurologiche che compromette la visione o il linguaggio, oppure l’andatura incerta o una debolezza su un lato del viso o degli arti. Il problema tuttavia, fa notare la dr.ssa Ichord, è che nei bambini i sintomi possono essere sottili, l’esame è difficile e i bambini stessi sono meno in grado di descrivere i loro sintomi.
«I risultati del nostro studio confermano quanto sia importante la diagnosi per ictus nei bambini il più presto possibile in modo che i medici siano in grado di fornire le cure di emergenza e adottare misure per prevenire il ripetersi», ha concluso Ichord.
La Stampa

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