Quando l'aterosclerosi provoca m…

Un nuovo studio pubblicat…

Tumore al polmone: dopo il fumo …

La 'Relazione sullo stato…

Chetamina contro la depressione

La chetamina potrebbe aiu…

Dall'Austria la pillola che cura…

[caption id="attachment_5…

Abbronzatura: in grado di produr…

Il Sole e' come una droga…

HIV: ricerca italiana scopre met…

Un team dell'Istituto sup…

Immuno-oncologia: quarta reale a…

Roma, 27 ott 2014 - Poten…

Rene policistico: scoperto gene …

Scoperto il gene che caus…

Artroscopia per riparare la cavi…

Nel mondo dello sport è c…

FDA pone il suo OK sul test rapi…

La Food and drug administ…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Un vaccino che si mantenga stabile alle temperature tropicali ridurrebbe i costi e gli sprechi

La soluzione del problema della conservazione a bassa temperatura rappresenta un enorme passo in avanti per la riduzione dei costi e la distribuzione dei vaccini nei paesi in via di sviluppo.

Un metodo semplice ed economico per produrre vaccini stabili anche a temperature tropicali è stato sviluppato dai ricercatori dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, in collaborazione con Nova Bio-Pharma Technologies.

La realizzazione di vaccini che non necessitano di refrigerazione è uno dei maggiori problemi di salute globale rimasti finora irrisolti. Si stima che il mantenimento della catena del freddo rappresenti il maggiore costo in tutti i maggiori programmi vaccinali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che riguardano sei grandi patologie infettive: poliomelite, difterite, tubercolosi, pertosse, morbillo e tetano.

“I preparati attuali devono essere conservati in frigorifero o addirittura in freezer: ciò significa che per la distribuzione occorrono non solo personale in grado di somministrare il vaccino ma anche una struttura ospedaliera dotata di corrente elettrica e impianti che consentano di non interrompere la catena del freddo”, ha spiegato Matt Cottingham, che ha partecipato alla ricerca. “Potendo trasportare i vaccini a temperature normali, si riducono enormemente i costi, migliorando altrettanto enormemente l’accessibilità ai vaccini: si può immaginare che vengano distribuiti nei villaggi più remoti semplicemente portandoseli nello zaino.”

Il metodo sviluppato dagli studiosi di Oxford, descritto in dettaglio in un articolo sulla rivista Science Translational Medicine, prevede la miscelazione del vaccino con acqua e due zuccheri: il trealosio e il saccarosio. Il preparato viene poi lasciato seccare su un semplice filtro o una membrana, su cui infine solidifica. La sottile pellicola zuccherina preserva così il principio attivo, proteggendolo dalla degradazione dovuta alla temperatura elevata, e può essere reidratato rapidamente bagnandolo con l’acqua.

In una serie di studi preliminari, è stata dimostrata la validità del metodo con due diversi vaccini virali su membrane stabilizzate con zucchero, che hanno resistito per quattro mesi a 45°C senza perdere di efficacia.

I ricercatori ritengono che il metodo di preparazione possa essere valido per diversi tipi di vaccini e agenti biologici.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!