Lo sperma determina la "vittoria…

[caption id="attachme…

Pace-maker contro l'obesità: in …

Con 160 pazienti reclutat…

Contro il Cancro al Seno l'UE la…

È stato appena avviato un…

Alzheimer, legato a problemi vas…

I problemi vascolari de…

Basalioma: il tumore di chi sta …

In genere il carcinoma si…

Aglio, cipolla e pomodoro: il su…

Il segreto è nel soffritt…

App “Stress Visivo” di ZEISS: un…

Stress Visivo è l’App lan…

La dopamina alla base della sodd…

[caption id="attachment_5…

Come reagiscono i fumatori dopo …

Un sostanziale numero di …

Meno rischi di fratture ossee pe…

Le donne di colore o asia…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Colesterolo: derivato da ormoni tiroidei potrebbe sostituire le classiche statine

Per abbassare i livelli di colesterolo i ricercatori stanno sperimentando un nuovo farmaco derivato da un ormone tiroideo che potrebbe sostituire i trattamenti a base di statine attualmente in uso: la scoperta arriva da un team di ricercatori svedesi e americani il cui lavoro è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.

I trial clinici hanno coinvolto 168 individui i cui alti livelli di Ldl, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, non erano stati intaccati da una precedente terapia di statine: ai volontari è stato somministrato in aggiunta al trattamento in corso un farmaco il cui principio attivo, l’eprotirome, è una versione prodotta in laboratorio degli ormoni tiroidei.

Dopo 12 settimane il trattamento combinato ha portato a un abbassamento dei livelli di colesterolo senza causare effetti collaterali sul cuore e su altri organi che, di solito, non reagiscono positivamente alle cure con farmaci derivati dalla tiroide.

“Non c’erano dubbi sul fatto che gli ormoni tiroidei riuscissero a diminuire la concentrazione di grassi nel sangue – afferma Bo Angelin, uno degli autori della ricerca, del Karolinska Institute di Stoccolma – ma fino ad adesso non eravamo riusciti ad eliminare le controindicazioni per il sistema cardiocircolatorio e per le ossa, per cui anche se il livello dei lipidi si abbassava le condizioni di salute complessive dei pazienti non avevano significativi miglioramenti”.

Gli studiosi si stanno quindi muovendo verso l’elaborazione di un trattamento alternativo alle statine: l’efficacia di queste non viene messa in discussione, ma si fornisce un’altra soluzione terapeutica per quel 25% dei pazienti che non possono assumerle a causa degli effetti collaterali. Ulteriori studi sono comunque indispensabili per determinare con certezza l’efficacia dell’eprotirome, precisano i ricercatori: risultati definitivi dei test saranno disponibili non prima di tre anni.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!