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Il grasso aiuta a guarire, usato come base per la rigenerazione di molti tessuti

Nella scienza spesso quello che è considerato un nemico da combattere o viene semplicemente ignorato a priori, si rivela poi essere il principale alleato.

Il Professor Nagrath, assistente chimico e ingegneria molecolare, cercava uno scaffold, una base ossia su cui far crescere delle cellule che avrebbero composto il tessuto, ma tutte le volte nelle piastre da alcune cellule veniva secreta una sostanza che il professore considerava contaminante, pertanto le piastre ‘contaminate’ venivano buttate via.
La sostanza invece, derivata da cellule adipose – ossia il grasso corporeo – è risultata essere la miglior matrice extracellulare, il miglior scaffold, la miglior base su cui far crescere nuova materia tissutale.
Nagrath, che si è unito col suo gruppo di ricercatori al Rice nel 2009, insieme hanno raggiunto questo eccellente risultato: un’impalcatura biologica su cui inettare cellule staminali, per poi immettere l’impianto nella zona di interesse, senza scatenare alcuna forma di rigetto dal corpo ricevente.
La ricerca di Nagrath e co-autori è stata pubblicata la scorsa settimana nel  Federation of American Societies for Experimental Biology (FASEB) Journal.

L’idea di base è semplice: le cellule adipose sono in grado di secernere quella che i  bioingegneri chiamano “membrana basale.” Questa membrana imita i tessuti utilizzati nell’architettura naturale della crescita delle cellule, letteralmente una trama su cui le cellule formano una rete. Quando le cellule sono maturate nel tessuto desiderato,  secernono un’altra sostanza che  rompe e assorbe la base.

Le strutture che supportano la crescita delle cellule viventi dei tessuti sono estremamente preziose per le aziende farmaceutiche per testare farmaci in vitro. Le aziende usano comunemente Matrigel, una miscela di proteine secrete dalle cellule del cancro del topo, ma per tale ragione, non possono essere iniettate nel paziente.

“Il grasso è in eccesso nel corpo. Si può sempre perdere”, ha detto Nagrath. La sostanza derivata dalle secrezioni, chiamata Adipogel, si è dimostrata efficace per la crescita di epatociti, le cellule del fegato  spesso utilizzate per i test farmaceutici.

“Il mio approccio è di forzare le cellule a secernere una matrice naturale”, ha detto. Che la matrice è un  gel dalla consistenza mielosa che mantiene i fattori naturali di crescita, citochine (sostanze che portano i segnali tra le cellule) e ormoni nel tessuto originale.

L’approccio di Nagrath con la crescita in vitro di cellule non è l’unico questo descritto nell’articolo: in passato aveva ideato un modo di farle crescere in levitazione tra magneti in 3D, descritta la scorsa settimana in Nature Nanotechnology.

Nagrath  è convinto che la sua strategia è in ultima analisi, la più pratica per la ricostruzione dei tessuti in vivo, e non solo perché possono avere un costo notevolmente inferiore a Matrigel. “L’obiettivo a breve termine è quello di usare questo come uno strato alimentatore per cellule staminali embrionali umane. E ‘molto difficile mantenerle nello stato pluripotenti, permettendo poi loro di dividersi”, ha detto.

Una volta che l’obiettivo è raggiunto, Adipogel può essere l’approccio standard per il trapianto di cellule per riparare organi. “È possibile utilizzare questa matrice come un ponteggio adipogenico per le cellule staminali e trapianto nel corpo in cui l’organo è danneggiato. Poi, ci auguriamo che sia queste cellule che l’ Adipogel possono essere adottati da molti istituti che possono incremetare miglioramenti e funzionalità.”

I co-autori di Nagrath sono Nripen S. Sharma, a research associate at Rutgers University, and Martin Yarmush, the Helen Andrus Benedict Professor of Surgery and Bioengineering at Harvard Medical School.

Il National Institutes of Health e la Shriners Hospitals for Children hanno sostenuto la loro ricerca.

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