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Depressione e stress: in comune un molecola

Un legame tra capacità di far fronte allo stress e alla depressione è stato trovato grazie a un nuovo studio coordinato da Eric Nestler della Mount Sinai School of Medicine.La ricerca si è focalizzata su un fattore di trascrizione denominato deltaFosB che all’interno dei neuroni stabilisce l’attivazione e il silenziamento di diversi geni, controllando la produzione di proteine che hanno diversi compiti all’interno delle cellule.

“Abbiamo scoperto che la stimolazione dell’attività della deltaFosB nel circuito della ricompensa è necessaria e sufficiente per la resilienza e protegge i topi dall’insorgenza di una sindrome simile alla depressione che segue lo stato di stress sociale cronico”, ha spiegato Nestrler, che firma in proposito un articolo sull’ultimo numero della rivista Nature Neuroscience.“Gli antidepressivi possono compensare questa sorta di rinuncia ai rapporti sociali stimolando l’attività della stessa molecola. In particolare, la deltaFosB è particolarmente carente nel cervello di persone che soffrono di depressione. Così l’induzione di questa proteina è un adattamento positivo che ci consente di superare lo stress, perciò la speranza è di poterlo sfruttare dal punto di vista farmacologico”.

“La ricerca di piccole molecole in grado di aumentare l’azione della deltaFosB fa ben sperare nel possibile sviluppo di una nuova classe di trattamenti per facilitare la capacità di superamento dello stress”, ha aggiunto Thomas R. Insel, direttore del National Institute of Mental Health (NIMH), che ha finanziato il progetto.

In particolare si è scoperto che la DeltaFosB è più attiva nel centro della ricompensa che in qualunque altra regione del cervello. L’uso cronico di droghe o anche di ricompense naturali come l’eccesso di cibo, di sesso o di esercizio, può gradualmente indurre un aumento dei livelli di questo fattore di trascrizione nel centro della ricompensa.

Nestler e colleghi hanno mostrato che questo incremento della deltaFosB può infine portare a cambiamenti duraturi nelle cellule a tali stimoli, a una disregolazione del circuito della ricompensa, e dando luogo così al fenomeno della dipendenza.

Questo nuovo studio su cervelli di topo e di essere umano post-mortem conferma che lo stesso circuito viene alterato in modo simile, sebbene a in misura più limitata che nel caso di abuso di sostanze, nella depressione conseguente allo stress sulla deltaFosB.

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