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Tamoxifene: studio su interazioni pericolose

Numerosi farmaci interferiscono questo medicinale e ne diminuiscono l’efficacia contro le recidive. Uno studio su Journal of Clinical Oncology

Il carcinoma mammario colpisce una donna su dieci e, per limitare il rischio di recidive, viene prescritto principalmente il tamoxifene. Esistono però numerosi farmaci che diminuiscono la sua efficacia, mettendo in pericolo migliaia di donne inconsapevoli. Uno studio condotto dai ricercatori della Mayo Clinic (Usa) e pubblicato sul Journal of Clinical Oncology aiuta a fare chiarezza e illustra le interazioni più pericolose.

I principi attivi da evitare indicati dai ricercatori statunitensi appartengono a diverse classi di farmaci e, in alcuni paesi, possono essere ottenuti senza ricetta. Si tratta di antidepressivi come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs) e della noradrenalina (SNRSs), per esempio la paroxetina, la fluoxetina, il bupropione e la duloxetina; antipsicotici come la tioridazina, la perfenazina e il pimozide; antiritmici e farmaci per il cuore quali la chinidina e la ticlopidina, gli antiinfettivi e gli antistaminici e alcuni calciomimetici.

Questi farmaci impediscono a un particolare enzima – chiamato CYP2D6 – di metabolizzare il tamoxifene e trasformarlo nella sua forma attiva, quella cioè utile nella prevenzione delle recidive. Al loro posto è comunque possibile utilizzare altri medicinali della stessa classe, che però non bloccano l’attività enzimatica.

Riferimenti: doi:10.1200/JCO.2009.23.8931

Galileonet.it

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