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Malaria: nuova strategia in grado di bloccare infezione cellule

Diagramma passaggio parassita malaria

MILANO – Individuata una nuova arma per combattere la malaria. Gli scienziati dell’istituto di ricerca Walter and Eliza Hall di Melbourne hanno scoperto che una molecola contenuta nell’eparina, un comune farmaco anticoagulante, blocca all’origine l’infezione delle cellule del sangue. I farmaci correnti contro la malaria agiscono contrastando lo sviluppo del parassita nei globuli rossi. Il nuovo metodo invece si è dimostrato capace di impedire al parassita di entrare nelle cellule, privandolo del “rifugio” di cui necessita per moltiplicarsi mentre si nasconde dalle difese dell’organismo, spiega James Beeson della Divisione infezioni e immunità dell’Istituto sulla rivista Blood.

EFFETTO COMBINATO – I ricercatori hanno dimostrato che l’eparina, usata per trattare gli emboli, è efficace nell’impedire al parassita Plasmodium falciparum di attaccare i globuli rossi. Hanno quindi sviluppato simili molecole che potenziano tale effetto contro il parassita ma senza azione anticoagulante. «Sarebbe ideale usare questo approccio in combinazione con farmaci esistenti contro la malaria creando un attacco a forbice – scrive Beeson -. Un farmaco cercherebbe di impedire al parassita di entrare mentre l’altro cercherebbe di fermare il suo sviluppo dentro i globuli rossi». Secondo lo studioso, un simile trattamento combinato potrebbe essere disponibile globalmente entro 5-10 anni. Non solo: si aumenterebbe la protezione per chi viaggia in Paesi in via di sviluppo dove la malaria è presente, oltre a offrire un trattamento più efficace in caso di infezione da una malattia che uccide nel mondo circa un milione di persone l’anno, in massima parte bambini.

Corriere – salute

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