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Miopia: dopo vent’anni di laser per correggerla arrivano microbolle

Dopo 20 anni di onorata carriera e milioni di interventi per correggere la miopia, il laser ad eccimeri non e’ piu’ solo, ma ha un concorrente agguerrito: il laser a femtosecondi, usato nei giorni scorsi con successo su un paziente presso il Centro Regionale di Eccellenza in Oftalmologia dell’Universita’ Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara dal Professor Leonardo Mastropasqua. Lo scopo dei due strumenti e’ lo stesso: correggere la miopia cercando di appiattire la parte piu’ convessa della cornea. Il ‘vecchio’ laser ad eccimeri usa la fotoablazione, che consente di scolpire la superficie corneale, fino ad appiattirla (ma non sempre in modo perfetto) la’ dove serve; il laser a femtosecondi riesce a eliminare perfette lamelle di cornea ultrasottili.

Si tratta di uno strumento molto sofisticato che utilizza tecniche innovative denomicate FLEx (Femtosecond Lenticule Extraction) e SMILE (Small Incision Lenticule Extraction) per delimitare l’area di tessuto corneale da asportare. Ciascun impulso laser a femtosecondi, dalla inimmaginabile velocita’ (alcuni milionesimi di miliardesimi di secondo), precisione e durata e’ in grado di trasformare una frazione microscopica di tessuto in una bolla d’aria che separa lamelle corneali secondo geometrie variabili, impostate dal chirurgo.
Attraverso una serie di ‘tagli’ in sequenza, questo laser giunge a delimitare un ‘lenticolo’ interno allo spessore corneale. Questo lenticolo, tanto piu’ spesso quanto piu’ elevato sara’ il difetto da eliminare, ma comunque compreso tra il trentesimo e il decimo di millimetro, verra’ facilmente asportato, consentendo il rimodellamento corneale necessario per la correzione del difetto. Il tutto avviene in maniera completamente automatizzata e robotizzata, assistita dai sofisticati sistemi di puntamento e controllo del femto-laser.
I vantaggi di questa nuova tecnica, che non sostituisce il laser a eccimeri ma lo affianca – sottolinea il professor Mastropasqua – sono notevoli. Si riduce significativamente lo spessore di tessuto corneale da asportare per la correzione della miopia rispetto agli interventi con laser ad eccimeri tradizionali: cio’ consente di estendere le indicazioni del trattamento alle miopie piu’ elevate e alle cornee con spessore fisiologico basso, situazioni fino ad oggi escluse dalla chirurgia refrattiva’.

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