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La crescita cerebrale che evidenzia il salto evolutivo tra uomo e scimmia

Nel corso del normale sviluppo oltre un quarto delle aree cerebrali si espande circa del doppio rispetto alle altre, e si tratta di quelle interessate da cambiamenti evolutivi recenti

Le regioni del cervello umano maggiormente in crescita nel corso dell’infanzia sono pressoché identiche alle regioni cerebrali che mostrano i maggiori cambiamenti quando si confronta il cervello dell’uomo con quello degli altri primati e delle scimmie.

A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine a St. Louis, che ne riferiscono inun articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences(PNAS).

La scoperta è un caso di serendipity, dato che la ricerca intrapresa dai ricercatori aveva di mira in realtà lo studio dello sviluppo di anomalie cerebrali nei bambini nati pre-termine. “Il numero dei bambini nati pre-termine è cresciuto costantemente negli ultimi anni, tanto da rappresentare oggi negli Stati Uniti il 12 per cento dei neonati”, osserva Terrie Inder, che ha partecipato alla ricerca.

I ricercatori hanno scoperto che la corteccia cerebrale cresce in modo non uniforme: tutte le regioni si espandono fino alla maturazione completa, ma da un quarto a un terzo di essa si espande circa del doppio rispetto alle altre aree nel corso del normale sviluppo. “Attraverso il confronto fra essere umano e macaco, avevamo già mostrato che molte di queste regioni a forte crescita si espandono in conseguenza di cambiamenti evolutivi recenti”. ha osservato David Van Essen, che ha diretto lo studio.

Queste aree sono quelle legate alle funzioni cerebrali superiori, come il linguaggio, il ragionamento e ciò che Van Essen chiama “le abilità che ci fanno unicamente umani”: Secondo il ricercatore è possibile che la completa crescita fisica di queste regioni sia ritardata per permettere loro di essere plasmate dalle prime esperienze di vita.

Un’altra possibile spiegazione dei differenti tassi di sviluppo è che le limitazioni alle dimensioni cerebrali imposte dal parto possono aver forzato una “scala di priorità” nello sviluppo delle diverse aree.

“La visione, per esempio, è un’area cerebrale importante alla nascita, che facilita l’allattamento e il riconoscimento dei genitori. Altre aree sono meno importanti all’inizio della vita, e possono subire una crescita maggiore più tardi.”

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