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Sindrome del colon irritabile: non considerarla solo patologia funzionale

La sindrome del colon irritabile non è una patologia meramente funzionale, ma ha una base organica, legata a cambiamenti strutturali a livello cerebrale che la apparentano con altre patologie del dolore come la nevralgia del trigemino o l’emicrania. La scoperta, fatta da ricercatori dell’Università della California a Los Angeles e della McGill University è pubblicata sulla rivista Gastroenterology.

La scoperta mostra che la sindrome del colon irritabile è associata a diminuzioni e aumenti della densità in aree chiave del cervello coinvolte nell’attenzione, nella regolazione delle emozione, nell’inibizione del dolore e nell’elaborazione delle informazioni viscerali. Attualmente la sindrome del colon irritabile viene considerata una patologia funzionale del tratto digestivo dato che i tentativi di identificare alterazioni strutturali o biochimiche all’origine della patologia hanno avuto scarsi risultati.

“La scoperta di cambiamenti cerebrali strutturali, che siano primari o secondari ai sintomi gastroinetstinali, dimostra una componente ‘organica’ della sindrome, e suffraga l’idea di un disturbo cerebro-intestinale”, ha osservato Emeran Mayer, che ha diretto lo studio. “La scoperta demolisce anche l’idea che i sintomi della sindrome del colon irritabile non siano ‘reali’ ma ‘solamente psicologici’, e ci dà una migliore comprensione della malattia.”

I ricercatori hanno individuato cambiamenti in aree del cervello coinvolte nelle funzioni cognitive e valutative, compresa la corteccia prefrontale e parietale posteriore, ma soprattutto nell’insula posteriore: “i cambiamenti nell’insula posteriore sono particolarmente interessanti perché hanno un ruolo centrale nell’amplificazione del dolore”, ha osservato David A. Seminowicz, coautore dello studio. “Questa differenza ha un ruolo significativo nell’aumento dei segnali dolorifici che dall’intestino raggiungono il cervello.” Una condizione complicata dal fatto che si riscontra una modificazione anche a livello della regione periacqueduttale, che dovrebbe gestire la soppressione del dolore.

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