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Trigliceridi alti: una proteina mancante alla base del disturbo

LPL

I topi privi della proteina possiediono un enzima essenziale per la metabolizzazione dei trigliceridi, ma esso non riesce a raggiungere i capillari dove deve svolgere la sua funzione

Per quale motivo alcuni individui soffrono di alti livelli di trigliceridi, con conseguente maggior rischio di incorrere in patologie cardiovascolari oltre che a stati infiammatori del pancreas? A questa domanda ha cercato di rispondere uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, a firma di Loren Fong e Stephen Young dell’Università della California a Los Angeles.

I ricercatori hanno identificato il componente – denominato lipoproteina lipasi, o LPL – responsabile del trasporto di un enzima cruciale per l’elaborazione dei trigliceridi all’interno dei capillari, dove svolge la sua funzione.

“La LPL è richiesta per il normale metabolismo dei trigliceridi nel sangue”, ha spiegato Fong. “in assenza di LPL, i trigliceridi si accumulano”.

Da decenni si sapeva che l’enzima LPL è prodotto nel tessuto adiposo e muscolare prima che svolga la sua funzione nei vasi sanguigni, ma finora non era noto come vi arrivasse.

La chiave di tutto sembra essere una proteina nota come GPIHBP1. I topi mancanti della proteina, infatti, mostrano la presenza di LPL al di fuori del tessuto adiposo e muscolare ma essa non riesce a raggiungere i capillari. Ora si è dimostrato che la GPIHBP1 si trova normalmente sulla superficie delle cellule dei capillari, dove partecipa attivamente al trasporto dell’LPL.

I nuovi risultati offrono una spiegazione anche per una scoperta sorprendente: i topi mancanti di GPIHBP1 sviluppano una ipertrigliceridemia di grado severo, anche quando seguono una dieta normale. Di recente altri ricercatori hanno mostrato anche come alcune persone con elevati livelli di trigliceridi siano portatori di mutazioni a carico del gene che codifica per il GPIHBP1.

Fong e Young, tuttavia, ammettono di non sapere esattamente in che modo la GPIHBP1 svolge il suo ruolo di trasporto dell’LPL nei capillari. È probabile che la stessa proteina possa influenzare il metabolismo dei trigliceridi anche per altre vie.

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