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Bisfenolo A contro salute spermatozoi: nuovo ‘capo di accusa’

Il Bpa era già stato contestato per la presenza nei biberon di policarbonato. Ora uno studio della Michigan University ipotizza un collegamento tra la sua assunzione e la concentrazione e l’alterazione del Dna del seme maschile

– Il bisfenolo A (Bpa) torna al centro di dubbi legati alla sua presunta nocività per la salute. Un nuovo studio, realizzato dai ricercatori dell’università del Michigan collega questa sostanza chimica al calo della concentrazione e della qualità dello sperma. Lo studio, riguardando gli adulti, è uno dei primi nel suo genere; finora il grosso delle ricerche sul Bpa si erano infatti concentrate sui possibili danni da esposizione ricevuti nell’utero materno o nei primi mesi di vita.

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza usata prevalentemente in associazione con altre sostanze chimiche per produrre plastiche e resine. In particolare, è usato per realizzare il policarbonato, un tipo di plastica rigida e trasparente che l’industria alimentare sfrutta per bottiglie, stoviglie e piatti di plastica, contenitori e biberon. Il Bpa è presente anche nelle resine da cui vengono prodotti pellicole e rivestimenti per lattine. Il dibattito negli ultimi anni è partito proprio per i contenitori destinati all’alimentazione dei bambini piccoli e la mancanza di certezze ha spinto paesi come la Danimarca e la Francia a vietare il Bpa nei biberon.

Ora la ricerca della Michigan University rilancia le perplessità: “Finora ci si era concentrati sull’esposizione al Bpa nell’utero materno o nei primi mesi di vita – spiega John Meeker, coordinatore dello studio – , ora abbiamo dimostrato che può avere effetti anche sugli adulti”. Nello studio sono stati reclutati 190 uomini, che hanno dato campioni di urina e sperma. Di questi, 78 hanno dato altri campioni il mese successivo: “Abbiamo scoperto – dice Meeker – che la concentrazione di sperma era in media del 23% più bassa negli uomini con i tassi di Bpa più alti, e abbiamo registrato un aumento del 10% dei danni al dna dello sperma”.

La questione della nocività del BpA resta ovviamente ben lungi dall’essere risolta. Negli Usa, in Giappone ed anche nell’Unione europea la sostanza è autorizzata. L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha dato il via libera sin dal 2002, fissando però una dose giornaliera tollerabile (DGT) – 0,05 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo – che può essere “assunta” da cibi e bevande ogni giorno e per tutta la vita senza “rischi apprezzabili”. Secondo le stime dell’Efsa, l’assunzione di Bpa anche in neonati e bambini risultava di gran lunga inferiore alla Dgt. L’Autorità ha comunque ordinato nuovi studi, attualmente in corso, dopo la decisione danese di vietare il Bpa nei contenitori di cibo per l’infanzia.

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