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CCSVI e angioplastica: pratica consolidata da 25 anni di esperienza

(ASCA) – Roma, 29 set – ”Il professor Sandy McDonald del Toronto South Medical Center Canada ha recentemente sottolineato come l’angioplastica, modalita’ di cura della Ccsvi, sia una procedura consolidata da venticinque anni e mini invasiva, con rischi inesistenti”. A dirlo a parlamentosalute.it e’ Augusto Zeppi, vice presidente della Fondazione Hilarescere, istituto che sostiene le ricerche del professor Paolo Zamboni per la cura dell’Insufficienza venosa cronica cerebro spinale (Ccsvi). Sulle sperimentazioni che si stanno eseguendo in Italia e nel mondo per Zeppi ”e’ comprensibile una certa cautela, ma che deve essere realistica”. Su legame ipotizzato da Zamboni tra Ccsvi e Sclerosi multipla, il vice presidente della Fondazione ricorda che ”lo studio Pilota (Open Label) e’ stato pubblicato soltanto dieci mesi fa sugli effetti a 18 mesi avuti sul campione considerato.


In esso si osservava come la CCSVI, autonoma patologia vascolare, – dice ancora Zeppi – risultava anche un fattore cosi’ indissolubilmente associato alla Sclerosi Multipla da proporne il trattamento anche sui pazienti affetti da questa patologia, per alleviarne i sintomi e migliorarne le aspettative”.

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