Rigetto post-trapianti: utile un…

Trovato un modo per 'inga…

Scoperta proteina chiave nel tra…

[caption id="attachment_1…

Il ruolo della flora batterica n…

[caption id="attachment_8…

Influenza A: ogni anno vaccino d…

-Il vaccino contro l'infl…

Neuroni anti-ansia: nel cervello…

Scoperto nel cervello un …

Dopo gli uomini-robot arrivano l…

IX° Summit della chirurgi…

Merck Serono e Ono Pharmaceutica…

Merck Serono collabo…

HIV: si chiarisce una differenza…

[caption id="attachment_9…

La latenza del virus HIV viene s…

Un team di ricercatori de…

Sequenziato il genoma dei batter…

[caption id="attachment_5…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Iperplasia endometriale: allo studio potenziale spirale medicata

Un team di ricercatori dello IEO ha condotto un primo studio clinico per verificare se l’inserimento in utero per sei mesi di una spirale che rilascia un ormone progestinico, associata a un’iniezione mensile di un ormone che rilascia gonadotropina, può far regredire lo sviluppo del tumore nelle donne con meno di 40 anni che desiderano avere figli (l’ormone progestinico intrauterino inibisce la crescita dell’endometrio, mentre la gonadotropina blocca la produzione di estrogeno, l’ormone che favorisce lo sviluppo del tumore).

Per lo studio, durato dal 1996 al 2009, sono state selezionate 39 donne, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, con iperplasia endometriale atipica – che prelude allo sviluppo del tumore – o con tumore iniziale e circoscritto all’endometrio. A ciascuna di loro è stata collocata nell’utero una spirale che dopo un anno, dato che la malattia non era progredita, è stata rimossa, permettendo alla donna di programmare una gravidanza. Una volta che le pazienti hanno portato a termine le gravidanze desiderate, sono state sottoposte a isterectomia per garantire l’assoluta protezione da eventuali recidive: nella maggioranza dei casi la riposta al trattamento è stata totale e immediata e solo in alcuni casi si è dovuto reintervenire. Tutte le donne trattate stanno bene e non hanno segni di malattia tumorale, e nove di loro hanno avuto un bambino con una gravidanza naturale.

Grazie a questi promettenti risultati i ricercatori pensano ora di avviare uno studio clinico multicentrico e internazionale: “Questi risultati hanno aperto un nuovo filone di ricerca – commenta Mario Sideri, Direttore dell’Unità di Ginecologia Preventiva allo IEO e tra gli autori dello studio – volto a verificare la possibilità di immettere farmaci direttamente negli organi malati. Nel caso dei tumori dell’utero, per esempio, potrebbe essere possibile utilizzare la spirale per somministrare farmaci direttamente nell’utero evitando alla paziente, anche in menopausa, l’isterectomia”. (ASCA)

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!