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Cocktail di aminoacidi allunga vita in esemplari murini

E’ ‘solo’ un cocktail di aminoacidi, ma avrebbe il potere di allungare la vita. Questa sorta di elisir è oggetto di una scoperta tutta italiana, frutto di uno studio coordinato da Enzo Nisoli dell’Università di Milano, in collaborazione con gli atenei di Pavia e Brescia e l’Istituto auxologico di Milano. Il senso finale della ricerca, che sarà pubblicata domani sulla rivista Cell Metabolism, è che facendo bere ai topi acqua potabile arricchita con un composto di aminoacidi, la loro vita si allunga, mantenendosi in buona salute.

Gli ingredienti chiave del composto sono i cosiddetti aminoacidi a catena ramificata (BCAA), che rappresentano tre dei venti aminoacidi (leucina, isoleucina e valina) che normalmente costituiscono le proteine. “E’ la prima volta – ha spiegato Nisoli della Facoltà di medicina e chirurgia – che si dimostra che una miscela di aminoacidi può, nei mammiferi, in questo caso nei topi, aumentare la sopravvivenza”.

In passato altre ricerche avevano già evidenziato che i tre aminoacidi sono in grado di prolungare la vita del lievito unicellulare, ma in questo nuovo studio i ricercatori italiani lo hanno dimostrato in organismi complessi, che condividono molti aspetti genetici, molecolari e cellulari con l’uomo. Nisoli e i colleghi hanno somministrato il cocktail di aminoacidi a topi maschi di mezza età, aggiungendolo ogni giorno, sino al termine della vita, all’acqua potabile che il gruppo beveva. L’esito finale è stato sorprendente perché i topi in questione hanno vissuto più a lungo del gruppo ‘di controllo’ cui non era stata aggiunta all’acqua la miscela di aminoacidi: in media 869 giorni i primi e 774 giorni i secondi. Un allungamento della vita del 12 per cento, 95 giorni.

Cercando le ragioni del risultato, i ricercatori hanno scoperto che la dieta arricchita con questa miscela di aminoacidi, favorendo la produzione della proteina eNOS e di conseguenza la sintesi di ossido nitrico (NO) (un meccanismo già dimostrato in precedenti loro studi pubblicati nel 2003 e nel 2005 su Science), produce un aumento di mitocondri nei muscoli dello scheletro e nel muscolo cardiaco.

I mitocondri sono i componenti delle cellule dell’organismo deputati alla produzione di energia, tanto che vengono definiti le “centrali energetiche” della cellula. La ricerca, inoltre, ha evidenziato che i topi così “alimentati” mostrano una maggiore attività del Sirt1, il gene della longevità, e una maggiore “potenza” dei geni del sistema di difesa che combatte i radicali liberi. Secondo lo studio, gli animali che hanno beneficiato del cocktail in questione hanno infine mostrato miglioramenti nella resistenza allo sforzo fisico e nella coordinazione motoria. Visto l’esito della ricerca sui topi, la miscela potrebbe essere usata con buoni risultati nelle persone di età avanzata o debilitate. Questo sarà il prossimo passo della ricerca.

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