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FITWALKING4HIV, progetto per i pazienti sieropositivi in terapia

Il progetto Fitwalking, in avvio dall’inizio di dicembre, consiste in un programma di attività fisica ad hoc, di livello moderato, da offrire alle persone sieropositive già in trattamento con farmaci antiretrovirali, che presentino effetti collaterali di tipo metabolico riconducibili alle terapie anti-retrovirali, mirato alla riduzione degli stessi. L’equipe medico-scientifica è costituita dall’Università Vita-Salute dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dalla Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Milano, dal Fitwalking Club e Scuola del Cammino di Saluzzo (Cuneo) e dal Centro Universitario Sportivo (CUS) Milano.
Il programma prevede l’inserimento complessivo di 60 utenti, suddivisi in 4 gruppi di 15 persone cadauno, con una prima fase di avvio della durata di 3 mesi, consistente in un allenamento di 90 minuti per 3 volte alla settimana ed il supporto di un allenatore personale; una fase di proseguimento è prevista successivamente, mediante incontri mensili, con supervisione dell’allenatore stesso, il tutto per la durata complessiva di 1 anno.

Il fitwalking è pensato come l’allenamento ideale per scongiurare o ridurre alcune disfunzioni metaboliche (tipicamente la cosiddetta lipodistrofia ovvero l’alterata distribuzione del grasso corporeo, con accumulo di grasso intra-addominale e/o atrofia muscolare/facciale), che possono insorgere già nel breve termine, ma anche altre malattie (cardiovascolari, cerebrovascolari, diabete, insufficienza renale, osteoporosi, ecc.) la cui insorgenza può manifestarsi più verosimilmente nel lungo termine, con implicazioni importanti per il benessere fisico della persona, oltre che per la sfera personale, familiare, sociale e lavorativa della stessa. La maggior parte di queste patologie è associata alla persistenza di uno stato infiammatorio, stato peraltro provocato anche dall’infezione da Hiv, ed è dimostrato che tale condizione possa contribuire, insieme all’effetto dei farmaci antiretrovirali, allo sviluppo ed all’instaurarsi di problemi metabolici. In questi casi, dove è possibile, si interviene generalmente modificando la combinazione dei farmaci impiegati nella terapia antiretrovirale. Laddove tale strategia non sia possibile o si riveli non completamente efficace, si punta decisamente alla riduzione dei fattori di rischio, fra cui l’abolizione del fumo e l’adozione di una dieta mirata; ma anche il ricorso ad una terapia farmacologica con farmaci ipolipemizzanti e antiglicemizzanti.

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