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Lo scheletro non smette mai di svilupparsi

Lo scheletro si sviluppa anche da adulti, e l’ormone della crescita ha un ruolo importante a tutte le età, non solo durante l’infanzia: è quanto ha affermato questa mattina Andrea Giustina, professore di Medicina Interna all’Università di Brescia e Responsabile del Servizio di Endocrinologia e del Centro Osteoporosi dell’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia, durante l’incontro di presentazione del decimo Congresso nazionale della società scientifica SIOMMMS-Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, che si terrà a Brescia fino al 2 ottobre. La scoperta arriva da alcune ricerche, tuttora in corso, che l’equipe della Cattedra di Medicina Interna dell’Università di Brescia – Servizio di Endocrinologia Spedali Civili presenterà in questi giorni al congresso, alcune delle quali sono già state pubblicate sulla rivista Endocrine Reviews.


Contrariamente a quanto si pensava, spiega Giustina, l’ormone della crescita non è attivo soltanto nei bambini per alimentarne il processo di sviluppo, ma anche negli adulti, nei quali è uno degli elementi che regolano la vita dello scheletro. Dalle ricerche condotte dall’Università di Brescia in collaborazione il Policlinico Gemelli di Roma, il St. Francis Medical Center di Hartford (Usa), la Columbia University di New York, gli Ospedali di Mantova e San Marino, emerge che anche nell’adulto il sistema endocrino regolato dall’ormone della crescita stimola il metabolismo osseo incitando le cellule osteoblaste alla produzione di nuovo osso: “Queste ricerche – spiega Giustina – hanno particolare rilevanza clinica in quanto la carenza dell’ormone della crescita si riscontra non solo dopo interventi chirurgici sull’ipofisi ma anche, molto spesso, dopo eventi purtroppo sempre più frequenti come traumi cranici da incidenti stradali, oppure in situazioni naturali come l’invecchiamento”. È stato poi dimostrato, conclude Giustina, che il difetto di produzione dell’ormone della crescita in età adulta è all’origine della perdita della massa ossea, e quindi causa di osteoporosi con elevato rischio di fratture da fragilità. (ASCA)

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