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Superstatine contro colesterolo abbattono rischio infarto fino al 13 percento

Le statine fanno bene, ma le ‘superstatine’ ancora di più: a sostenerlo due studi pubblicati sulla rivista Lancet, uno inglese e e uno australiano, da cui emerge che aumentare la dose dei farmaci che abbassano il colesterolo “cattivo” (LDL) – e di conseguenza il rischio di infarti e ictus – potrebbe aiutare a prevenire un numero maggiore di infarti e ictus rispetto al dosaggio normale. I ricercatori però avvertono: aumentare il dosaggio delle statine attualmente in uso potrebbe incrementare il rischio di effetti collaterali. La nuova terapia testata nei due studi, più intensa, sarebbe a base di dosi inferiori di statine più potenti di quelle attualmente in uso.

In questo modo, dicono, si ottiene l’abbassamento del 13% del numero di attacchi cardiaci e decessi e diminuiscono i rischi di effetti collaterali.

Gli autori dello studio avvertono però che il semplice aumento del dosaggio delle statine incommercio potrebbe essere controproducente in particolare per alcuni effetti collaterali: “Per ridurre il colesterolo – spiega Louise Bowman, che ha partecipato allo studio – potrebbe essere più sicuro utilizzare basse dosi di statine più potenti, piuttosto che aumentando la dose delle attuali statine”. (ASCA) I due studi effettuati nelle università di Oxford e Sydney hanno raccolto i risultati di dozzine di altri studi per dare un giudizio più attendibile sui potenziali benefici e rischi di queste nuove terapie. Nel primo studio un regime standard di statine è stato confrontato con un regime intenso: ed è emerso che i livelli di colesterolo LDL risultavano più bassi rispetto alla terapia normale, e i “grandi eventi vascolari” sono risultati diminuiti del 15% (ictus e infarti fatali e non, interventi di chirurgia cardiaca e coronarica). Il secondo studio si è invece concentrato sui livelli di colesterolo LDL e sull’insorgenza di eventi cardiovascolari di minore entità (malattia vascolare periferica, insufficienza cardiaca congestizia, trattamento farmacologico per patologie cardiovascolari varie).

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