Via libera dall'autorita' europe…

[caption id="attachment_5…

Studio sulle fasi di inizio elab…

[caption id="attachment_6…

Journal of Clinical Oncology: l’…

La pubblicazione, su un…

Crio-chirurgia con tecnica minii…

Un'equipe multidisciplina…

Tiroide è donna: i dati emersi d…

Roma, 10 marzo 2015. La t…

Alzheimer: alla radice della mal…

[caption id="attachment_9…

Position Paper Europeo: il Dolo…

Una piattaforma internazi…

Cancro: identificata molecola ch…

Identificata una molecola…

Tiroide: la memoria dei recettor…

[caption id="attachme…

SARS: nuovo ceppo vede lo..zampi…

Il coronavirus della nu…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Nevralgie del trigemino al Forlanini di Roma, spente alle radici con un ago

Le nevralgie del trigemino, quel dolore cronico, terribile e invalidante, resistente a ogni farmaco, possono essere spente ”scaldando” le radici del nervo con un intervento non invasivo che dura un’ora, in anestesia locale.
L’effetto antidolore del calore dura ben 4-5 anni. E’ solo una delle tecniche antalgiche piu’ innovative usate abitualmente al San Camillo Forlanini di Roma, racconta Luigi D’Orazio, Responsabile U.O. Terapia del Dolore dell’ospedale Forlanini in occasione del Convegno ‘Ospedale senza dolore: dalla terapia del dolore alla medicina del dolore’ organizzato in collaborazione con l’Universita’ La Sapienza – Policlinico Umberto I.

Un convegno, sottolineano D’Orazio e Fabiola Rinaldi, psicologa del Forlanini, fortemente voluto per guidare un cambiamento di prospettiva nella terapia del dolore, non si cura piu’ solo il sintomo, ma si prende in carico il paziente. Si punta a un nuovo modo di trattare il dolore, quindi, con umanita’, mai trascurando la persona; e i risultati si vedono, ”noi abbiamo 10 mila accessi l’anno – spiega D’Orazio – nel nostro centro”. Sono tante le forme di dolore cronico e invalidante che vengono ”aggredite” gentilmente al Forlanini, con terapie tra le piu’ avanzate. Ad esempio il dolore causato dal trigemino viene curato con una seduta di radiofrequenza: al paziente viene applicato sulla rima boccale un ago in modo che ”contatti” la radice del nervo; poi una macchina scalda l’ago e il calore si irradia al nervo ”addormentandolo” dolcemente. Il nervo continua a funzionare ma non da’ piu’ dolore. Ma ci sono tante altre tecniche mininvasive: per esempio l’aspirazione tramite aghi e laser delle ernie discali, o il trattamento dei crolli vertebrali (per esempio a causa di osteoporosi). E poi naturalmente ci sono le terapie del dolore per i pazienti oncologici: ma la tecnologia non e’ tutto, ”e’ importante – sottolinea Rinaldi – non solo rimuovere il sintomo, ma cambiare la prospettiva del medico rispetto al malato”, per guardare a un ”nuovo umanesimo, in cui prendersi cura dell’uomo che soffre”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!