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Virus H1N1: cosa ha reso letale l’infezione pandemica in alcuni pazienti

Il virus H1N1 ha avuto un alleato insospettabile nel sistema immunitario umano, che ha fatto si’ che fosse piu’ letale nei pazienti tra i 20 e i 50 anni d’eta’.
Lo afferma uno studio pubblicato da ‘Nature Medicine’, secondo cui molte delle vittime sono state uccise in realta’ da una reazione eccessiva del proprio corpo. I ricercatori della Vanderbilt University hanno analizzato campioni di tessuti polmonari di 75 giovani vittime della pandemia del 2009, trovando un inusuale quantita’ di una proteina chiamata C4d, che normalmente forma un complesso con gli anticorpi per combattere i virus. “Normalmente”, hanno spiegato i ricercatori, “quando gli anticorpi vogliono combattere un virus ‘usano’ il C4d, ma in questo caso il fatto che l’H1N1 era sconosciuto all’organismo ha fatto si’ che una volta formato il complesso il sistema sia impazzito, attaccando i polmoni e i vasi sanguigni del paziente infettato”.

Questa teoria, aggiungono gli esperti, spiegherebbe perche’ i neonati e gli anziani non sono stati colpiti duramente: i primi non hanno ancora un sistema immunitario ben sviluppato, mentre nelle persone piu’ avanti con l’eta’ sono rimasti gli anticorpi formatisi con l’influenza del 1957, che era simile a quella dello scorso anno.

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