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Tumori: nuova tecnica usa i nanodiamanti per attaccarli

Un gruppo di ricercatori della Northwestern University ha trovato il modo di attaccare a un potente farmaco chemioterapico minuscole particelle di carbonio, note come ‘nanodiamanti’, per colpire i tumori al seno e al fegato in fase avanzata.

La tecnica e’ stata testata sui topolini e ha mostrato come i nanodiamanti abbiano aiutato il farmaco, la dexorubicina, a penetrare il tumore normalmente resistente alla chemioterapia tradizionale, riuscendo cosi’ a ridurlo. I risultati sono stati riportati sulla rivista ‘Science Translational Medicine’. Senza i nanodiamanti, il farmaco viene respinto dal corpo e non riesce a ‘lavorare’ sul tumore. Se si aumentano le dosi il paziente rischia di non riuscire a sopravvivere alla tossicita’ del farmaco. “Questo e’ il primo lavoro – hanno spiegato i ricercatori – che dimostra l’importanza e il potenziale di translazione dei nanodiamanti nel trattamento dei tumori resistenti alla chemioterapia”. Lo studio fa ben sperare nell’applicazione della tecnica sugli esseri umani. La resistenza ai farmaci chemioterapici causa il fallimento delle terapie nel 90 per cento dei tumori che si sono diffusi nel corpo, ovvero nei cancri metastatici. “La cosa piu’ interessante di questo studio”, ha osservato Ho Dean, che ha coordinato il lavoro, “e’ che quando abbiamo dato una dose piu’ elevata del farmaco gli animali sono tutti morti; non sono durati abbastanza nemmeno per completare lo studio. Ma quando abbiamo dato quella stessa dose legata ai nanodiamanti, non solo sono tutti sopravvissuti, ma le dimensioni del tumore sono diminuite”.

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